di

Marco Imarisio

L'italiano sta in campo due ore contro Tabur, giocatore leggero e non abituato a certi palcoscenici: «Ma la prima partita non è mai facile»

DAL NOSTRO INVIATO PARIGI - Non fosse stato per l’ora tarda e il caldo, Jannik Sinner sarebbe rimasto in campo a provare i colpi. È stato un discreto allenamento agonistico, questo suo primo turno, durato due ore. Il povero Clement Tabur, francese di 26 anni ripescato in tabellone per grazia ricevuta dal ritiro di Lorenzo Musetti, è un giocatore leggero, numero 165 del mondo, che a quasi 27 anni ha vinto un solo torneo Challenger e per la maggioranza del tempo ha frequentato i tornei Itf, l’ultimo girone dell’inferno tennistico. Scaraventato dal sorteggio sullo Chatrier, alla sua sesta partita nel circuito maggiore, non ha potuto che fare da onesto sparring partner alla consueta esibizione balistica del campione italiano, il cui match di debutto nell’unico Slam che ancora gli manca è stato davvero agevole.

Tre set dall’andamento simile (6-1, 6-3, 6-4), con break di sicurezza all’inizio e Jannik che gioca in scioltezza, così rilassato da concedersi anche qualche piccola distrazione. Comunque, ci è sembrato ricominciare da dove aveva finito. Il servizio, la sua vera e nuova arma di questo inizio stagione, fila che è una meraviglia. Si sono anche viste alcune prime palle da sinistra in kick (quelle che sulla terra fanno impennare la palla dopo il rimbalzo) che potrebbero venire utili più avanti. I colpi da fondo hanno la consueta pesantezza. Sinner è sembrato anche provare posizioni diverse sulla risposta. Non che ne avesse bisogno, ma la partita si prestava a qualche esperimento e anche a qualche distrazione nel gioco di volo, data la differenza di potenziale in campo. «La prima partita non è mai facile, ma credo di aver giocato bene» ha detto Jannik che ha poi ringraziato il pubblico per la sportività. Prossima fermata Juan Manuel Cerundolo, il fratello più piccolo e più scarso del numero uno argentino Francisco. Se non altro un terraiolo, che ieri si è un po’ complicato la vita contro l’inglese James Fearnley, pesce fuor d’acqua su questa superficie. Bravissimo invece Matteo Arnaldi, che non si è fatto demoralizzare dai set point non sfruttati nel primo set e ha battuto in quattro set l’olandese Tallon Griekspoor, numero 33 del mondo e gran brutto cliente. Bene anche Luciano Darderi, che non ha avuto problemi contro l’esperto austriaco Sebastian Offner.