Alberto Maria Scarfini è il nuovo sindaco di Fermo. Figura già nota alla macchina amministrativa cittadina per il ruolo di assessore nella precedente Giunta, arriva alla guida del capoluogo in una fase politica segnata da continuità e, al tempo stesso, da un passaggio personale decisivo. La sua elezione si è consumata tra l’abbraccio della piazza e quello della sua squadra, in una serata che ha mescolato dimensione pubblica e privata. Nel suo racconto, infatti, la vittoria non è solo un risultato politico ma un evento umano, scandito da gratitudine, responsabilità e dalla memoria del padre a cui dedica uno dei passaggi più intensi del suo percorso. In questa intervista, Scarfini ripercorre le ore della proclamazione, il senso della vittoria e le priorità del suo mandato, tracciando anche un primo sguardo sul metodo di governo che intende adottare.
Sindaco, quali sono stati i momenti immediatamente successivi alla proclamazione? "Abbiamo festeggiato in sede e poi in piazza, nell’abbraccio corale con la squadra e con i sostenitori. È stato anche il momento della dedica a mio padre".
Ha diffuso un messaggio pubblico. Che significato ha? "Ho pubblicato un post in cui ringrazio la squadra di candidati e consiglieri uscenti e nuovi, che hanno dato corpo e forza a questo traguardo. È stata una vittoria importante perché, nel rispetto dell’etica su cui ci esprimiamo, la coalizione si è nutrita della forza di tutti, anche di chi non era candidato ma ha partecipato condividendo lo stesso percorso. Non potevano mancare i ringraziamenti ai candidati competitor, per la loro correttezza".
















