MESTRE - C'era una volta il mito del ladro gentiluomo. Criminale, sì, manolesta, anche, ma con dei principi: mai rubare in casa di chi ha la vocazione di fare del bene. Evidentemente, questo codice d'onore oggi non esiste più, visto che l'altra notte i ladri sono arrivati a scassinare e svaligiare persino la sede del comitato veneziano della Croce Rossa in via Napoli, nel quartiere Altobello.
Mercoledì pomeriggio, qualcuno è entrato nella struttura aprendo alcuni zaini lasciati dai volontari (senza però riuscire a rubare nulla). Motivo per cui è stata chiamata la polizia: le volanti sono arrivate sul posto e hanno effettuato una ricognizione del quartiere, senza però riuscire a trovare i responsabili. I ladri, non contenti, qualche ora dopo hanno pensato di farsi anche il secondo giro. Non è possibile dire con certezza che si tratti delle stesse persone, ma tempi e modalità farebbero pensare per forza di cose alla stessa mano. Nella notte i banditi hanno scassinato le porte per fare razzia di una decina di dispositivi tra tablet e smartphone. Gli ambienti sono stati messi a soqquadro e ci sono danni materiali a serramenti e locali. «È una ferita spiegano dalla Croce Rossa veneziana Fa male pensare che venga attaccata una realtà fortemente impegnata nel sociale. Ecco perché il gesto è ancora più vile. La Croce Rossa saprà sistemare tutto e tornerà presto operativa al massimo. Ma restiamo molto amareggiati per quello che è successo. I responsabili si mettano la mano sulla coscienza e capiscano la gravità di cosa hanno commesso». I PRECEDENTI Furti di questo genere, nel quartiere, non sono purtroppo una novità. Ne sa qualcosa la società sportiva Altobello Aleardi Barche, che negli ultimi anni si è trovata a fare i conti con numerosi raid di ladri e vandali tra gli spogliatoi e la segreteria. L'ipotesi principali è che si tratti di gruppi di sbandati locali o di bande di ragazzini (ad Altobello ce ne sono un paio tenute d'occhio dalle forze dell'ordine). La Cri sporgerà di certo denuncia, la speranza è che qualche telecamera della zona possa aver inquadrato l'arrivo (o la fuga dei responsabili).Un brutto ultimo giorno da presidente per Marco Semenzato (da oggi passerà il testimone a Marco Moretto). «Gran parte del materiale l'avevamo trasferito nella nuova sede di via Porto di Cavergnago - spiega - adesso qui in via Napoli è rimasta la centrale del Suem. Hanno rubato, infatti, il cellulare del pronto intervento e dei tablet che utilizzavamo per la formazione alla digitalizzazione per gli anziani. Una cosa così però non ci era mai capitata: anni fa avevamo subito un furto ma gli stessi residenti avevano fermato i ladri e ci avevano riportato la refurtiva. Stiamo finendo l'inventario di cosa manchi all'appello, poi sporgeremo sicuramente denuncia».






