Sindaco di Cagliari Massimo Zedda, cosa ha significato per lei organizzare un evento globale come le preregate di America’s Cup? «Difficoltà non ce ne sono state: sotto il profilo sportivo ovviamente la caratteristica del golfo con condizioni meteomarine eccezionali consente di regatare senza interruzione con vento teso. È uno scenario unico. Per il resto la città è abituata a ospitare eventi internazionali basta ricordare la prima visita istituzionale di Papa Francesco ci furono centinaia di migliaia di persone. La città si presta è in grado di affrontare grandi eventi. L’unica difficoltà che abbiamo dovuto affrontare per le preregate dell’America’s Cup sono stati i danni che ha provocato a gennaio il ciclone Harry che ha devastato un pezzo della nostra costa. Abbiamo dovuto fare lavori importanti».

Cosa ha portato a Cagliari la Coppa America? «Una visibilità internazionale, ogni sindaco ha bisogno di promuovere la propria città. Su ambiti come la vela per noi è ancora più particolare visto che siamo un’isola in mezzo al mare. Il vero lascito della Coppa America per noi è la ferma volontà di costruire un centro velico internazionale per la fruizione della costa, per i grandi professionisti della vela e per tutti gli appassionati e gli sportivi». I suoi concittadini, i cagliaritani, come hanno accolto questa kermesse? «Hanno risposto benissimo: cito le ultime parole di Max Sirena di “Luna rossa” che a Cagliari è di casa che ha vinto le preregate. Dal palco della premiazione ha detto che la risposta della città è stata eccezionale e non aveva mai visto una simile folla». Napoli e Cagliari sono due città portuali, due città strategiche per i traffici del Mediterraneo tornato al centro dei mercati internazionali: un dato di grande valore politico, è d’accordo? «È un valore politico che va incentivato, sono città del sud e delle isole e il rilancio dell’Italia può concretizzarsi solo grazie al sud che ha margini di crescita impressionanti. Quello dello sport e dei grandi eventi è uno di questi. La Coppa America in questo senso non è solo sport. È innovazione, altissima tecnologia, quella aerospaziale, applicata alla nautica. La preparazione di questi eventi viene da lontano e la mia idea è che serve una evoluzione e un maggiore coinvolgimento delle istituzioni scolastiche. Introdurre nelle scuole oltre all’educazione fisica gli sport che riguardano il mare». Tra Cagliari e Napoli c’è un volo di appena 50 minuti, questo gemellaggio può essere un incentivo per il turismo da Napoli verso Cagliari? «Certamente può essere un incentivo al turismo interno da Napoli a Cagliari che sono città elleniche, hanno caratteristiche che non si trovano in nessuna altra parte del mondo e bisogna valorizzare questo elemento». Si parla di Napoli e Cagliari, “è il sud che fa sistema” come dice il governatore Todde? «Il sud ha delle caratteristiche specifiche che sono le base di un nuovo sviluppo il sud è stato la Magna Grecia, la civiltà Nuragica ha potenzialità di crescita e di trascinare anche il Paese». Il patto Napoli-Cagliari cosa è? «C’è un legame fortissimo anche tra le università il rettore di Cagliari ha origini napoletane. Gaetano Manfredi è sindaco e Presidente dell’Anci quindi anche qui il legame è forte. Ci sentiamo e ci vediamo spesso. E poi siamo due città portuali. E Napoli ha una facilità nell’accogliere e nella disponibilità di confrontarsi con gli altri che è davvero unica una vostra caratteristica». Il Patto tra Napoli e Cagliari potrà essere decisivo per eliminare quella brutta rivalità tra le due tifoserie? Che hanno goduto di Gigi Riva e Diego Armando Maradona? «Questa storia nasce da uno spareggio, cioè il Cagliari giocava contro il Piacenza a Napoli e io c’ero allo spareggio. Ma sono questioni che attengono al tifo calcistico e non alle città. Dove ci sono legami tra persone che vanno molto al di la delle questioni calcistiche. Maradona stimava Riva e Riva Maradona, ho parlato con Gigi tante volte e aveva una stima grandissima per Diego ben al di là dell’appartenenza e della maglia, c’era il riconoscimento l’uno dell’altro. Dopodiché, sono cagliaritano e dirò sempre forza Cagliari, abbiamo appena concluso un evento sportivo nella massima serenità. In altri sport c’è il “terzo tempo” e ci sono tifoserie appassionate. Nel calcio bisogna scoprire la passione per lo sport non violenta, godersi le partite e devo dire che da noi a Cagliari non abbiamo problemi».