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Lorenzo Bloise red.gianlucadimarzio.com

Il presidente del Torino è intervenuto a Sky: «Io mi impegno al massimo ma se arriva qualcuno che vuole investire sono pronto a cedere». Intanto lavora alla prossima stagione: «D'Aversa ha fatto molto bene, ma valutiamo anche altri tecnici»

Futuro del club. Nuovo allenatore. E amicizie che si consolidano nel tempo. Sono tanti i temi toccati dal presidente del Torino Urbano Cairo a margine dell’evento organizzato a Montecarlo per i 30 anni di P&P Sport Management, agenzia internazionale di rappresentanza e consulenza sportiva fondata da Federico Pastorello.Per una stagione granata appena terminata, c’è una lunga riflessione su quella che è la sua presidenza ultraventennale. «La mia passione non è stata toccata, io dedico al Torino l’impegno che dedicavo all’inizio. Però il mondo è cambiato e i fatturati nel calcio contano di più rispetto a 50 anni fa. Ho preso un Torino fallito e siamo in Serie A da 14 anni di fila, spesso dalla parte sinistra della classifica. Abbiamo rifatto il Filadelfia e anche il settore giovanile ha sfornato un sacco di giocatori in questi anni».Poi l’ipotesi. «Se qualcuno si dovesse presentare con un’offerta adeguata e con la voglia di fare bene, io sarei disponibile a lasciare dopo 21 anni. Per ora non si è presentato nessuno con un’offerta. Ripeto io sono disponibile, se qualcuno vuole investire io non ho problemi, continuerò ad essere il primo tifoso del Torino. Andrò a vedere il Toro in Maratona se mi accoglieranno, altrimenti andrò in tribuna».Il futuro di D’Aversa, parla Cairo: «Ora vediamo, ma con lui c'è un rapporto ottimo»Con l’arrivo di D’Aversa, nelle ultime 12 giornate di campionato, il Torino ha guadagnato 18 punti. Nel dettaglio 5 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte (con 19 gol fatti e 16 subiti). Basterà per essere riconfermato? «Con D'Aversa abbiamo un contratto che finisce a giugno. Ha fatto molto bene, è arrivato dopo la brutta prestazione contro il Genoa, dove perdemmo per 3-0, lui ha fatto bene e gli sono grato per il lavoro che ha fatto, per la qualità e per il temperamento. È stato ben riconosciuto dalla squadra. Adesso vediamo, stiamo ragionando con Petrachi per capire le scelte del futuro. D'Aversa chiaramente è ampiamente considerato, poi abbiamo altre ipotesi alle quali stiamo pensando. Dipende anche dalla filosofia di calcio che vuoi seguire. Non voglio anticipare nulla, stiamo ancora ragionando. Io con D'Aversa ho un rapporto personale molto buono, lo stimo ed è una persona top. Avevamo già avuto un incontro che non si era chiuso anni fa, sono contento del lavoro che abbiamo fatto, anche se mi è dispiaciuto esonerare Baroni. Ora vediamo, ma con lui c'è un rapporto ottimo». «Con Ventura c’è un ottimo rapporto»C’è poi un’amicizia nata sul campo. E che ora, dopo diversi anni, continua a essere coltivata anche nel quotidiano: “Ventura è un amico, abbiamo condiviso cinque anni al Torino. Abbiamo fatto le cose migliori possibili: con Mazzarri arrivammo settimi con tanti punti, con Ventura siamo andati in Europa League fino agli ottavi. A parte quello, c'è un ottimo rapporto, sono anche testimone di nozze. Con lui parlare a calcio vuol dire prendere appunti, ha un'idea di calcio attuale e fresca”. Futuro in società per l’ex ct della Nazionale? “C'è un rapporto molto forte, prima di fare delle scelte bisogna farle sul lungo periodo. Ci siamo rivisti più volte, vediamo se la cosa decollerà. Ora però è presto per parlare del resto”.