Clement Tabur è l’avversario di Jannik Sinner al primo turno del Roland Garros, un accoppiamento che il giocatore francese non avrebbe mai voluto: “Quando lo vedo giocare, mi fa stare male. Mi sembra che per lui sia troppo facile”.

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Moltissimi tennisti vorrebbero trovarsi nei panni di Clement Tabur, ovvero avere una vetrina pazzesca in mondovisione sul campo centrale del Roland Garros in prima serata, per di più davanti al proprio pubblico essendo il 26enne tennista di nazionalità francese. Moltissimi ma non lui evidentemente, che non ha preso benissimo la notizia del sorteggio che lo ha abbinato al numero uno al mondo nel match d'esordio nello Slam parigino.

Tabur alla vigilia del match con Sinner al Roland Garros: "All'inizio ho provato delusione, ma sarà pazzesco" "La mia prima reazione è stata di delusione – ha detto il numero 171 del ranking a ‘L'Equipe' – Era l'unico che non volevo incontrare, e mi è capitato proprio lui. Ma dopo aver parlato un po' con i miei allenatori e aver realizzato la portata dell'evento, sarà una cosa pazzesca. Sono felice e spero solo di non avere rimpianti. Ho visto così tante partite al Roland Garros che una partita in prima serata è qualcosa che non avrei mai nemmeno sognato di giocare. L'ho sempre guardata con la meraviglia di un bambino. Vivere questa esperienza grazie a una wild card contro il numero uno del mondo sarà pazzesco. Da francese, sarà incredibile. È un'occasione poter giocare contro di lui qui a Parigi. Spero di non sprecarla". Clement Tabur giocherà il match più importante della sua carriera contro Jannik Sinner "Quando lo vedo giocare, mi fa stare male: sembra troppo facile per lui" Tabur, che ha raggiunto il suo massimo in carriera una settimana fa al numero 165 (parliamo quindi di un tennista neanche di seconda fascia), ha poi cercato di far capire il motivo della sua reazione istintiva quando ha visto il sorteggio con Sinner: "È incredibilmente impressionante. È inarrestabile, colpisce fortissimo e mette a segno solo colpi vincenti. Quando lo vedo giocare, mi fa stare male: sembra troppo facile per lui. Vedremo se avrò la stessa sensazione quando lo affronteremo, ma sarà interessante capire quali sono i miei punti deboli, come sfrutta al meglio il mio gioco e dove devo migliorare di più. Nervosismo? Solo a parlarne mi sudano le mani! Devo solo godermi il momento e non mettermi troppa pressione addosso".