Nuova condanna per David Sirca, «acquabomber», l’informatico triestino arrestato con l'accusa di aver ricattato diverse imprese del settore bevande, minacciando di avvelenare le bottiglie nei supermercati. La pena di tre anni inflitta dai giudici di Cuneo si aggiunge a quella già comminata dal gup di Roma e porta il totale da espiare a sette anni. Sirca, hacker 53enne, in carcere dal giugno 2022, è tuttora a processo in vari tribunali italiani. A Cuneo doveva rispondere per la tentata estorsione ai danni di tre grandi aziende dell'acqua - la Sant'Anna di Vinadio, l'Acqua Eva e la San Bernardo - e dalla casa vinicola Chionetti di Dogliani. Alle vittime del ricatto venivano inviate mail con indirizzi alterati, per chiedere il pagamento di forti somme in denaro. Per rendere tutto più credibile, l'estorsore menzionava una specifica catena della grande distribuzione e spiegava per filo e per segno il processo di avvelenamento, allegando immagini. La sostanza evocata in alcuni casi era il tallio, con altri destinatari invece il misterioso «acquabomber» aveva parlato di cianuro.
Ricatto alle aziende con la minaccia di avvelenare bottiglie: un’altra condanna per “acquabomber”
La pena di tre anni inflitta dai giudici di Cuneo si aggiunge a quella già comminata dal gup di Roma e porta il totale da espiare a sette anni











