Si era presentato con la madre negli uffici dei servizi sociali del Comune di Taranto per un colloquio con un’assistente sociale, durante il quale ha però perso il controllo colpendo la madre e la dipendente e distruggendo gli uffici. Il protagonista dell'aggressione è un minore, di 13 anni. Durante il colloquio la situazione è degenerata: il ragazzo ha distrutto i vetri delle finestre e messo a soqquadro la stanza, prima dell’intervento dei carabinieri. Al momento dell’aggressione gli uffici erano pieni. C’era anche l’assessora ai Servizi sociali, Sabrina Lincesso. Che racconta: "Si è sentito un forte boato e ho raggiunto i colleghi dei servizi sociali per capire cosa stesse succedendo. Abbiamo messo in sicurezza i cittadini presenti e chiamato le forze dell’ordine e il 118".
I soccorsi si sono resi necessari per la madre del ragazzino, colpita al volto, e una dipendente del Comune, caduta a terra rovinosamente durante le fasi concitate. Secondo l’assessora, "quando si parla di disagio sociale bisogna avere la consapevolezza che si parla contestualmente di disagio psicologico. Queste situazioni – aggiunge – non possono e non devono essere lasciate solo in carico al Comune. La rete deve essere rafforzata: la Asl deve mettere più medici a disposizione. Abbiamo tre neuropsichiatri per tutta la città di Taranto e mezzo medico per Mottola: è un fatto gravissimo. Serve sinergia, se un solo anello viene a mancare la situazione sfugge di mano".






