Quando si tratta di Indo-Pacifico e approvvigionamento di minerali critici, persino un leader allergico al multilateralismo come Donald Trump non disdegna il valore delle alleanze. È il caso del Quad (acronimo di Quadrilateral Security Dialogue), un’alleanza strategica informale che riunisce Stati Uniti, India, Australia e Giappone con l’intento – non dichiarato – di controbilanciare la crescente espansione economica, militare e tecnologica della Cina nella regione. Dopo aver trascurato il club nella parte iniziale del suo secondo mandato, Trump è tornato a metterci la testa – tramite il suo segretario di Stato, Marco Rubio – a dieci giorni dalla sua visita di Stato in Cina: la conferma del fatto che, malgrado l’auspicio di una collaborazione tra superpotenze nella forma di un G2, la competizione strategica tra Washington e Pechino rimane la corrente di fondo che muove i flussi del mondo.

A Nuova Delhi Rubio ha incontrato i ministri degli Esteri di India, Australia e Giappone, gettando le basi per un vertice tra leader che dovrebbe svolgersi entro la fine dell’anno. L’obiettivo, per ora, era quello di rivitalizzare l’alleanza tramite il lancio di nuove iniziative in materia di sicurezza marittima, energia e infrastrutture portuali, con un occhio particolare alle isole Fiji, epicentro della contesa tra Stati Uniti e Cina nell’Oceania meridionale. E questo è stato fatto: per la prima volta dalla sua istituzione, nel 2007, il Quad ha annunciato che si adopererà per lo sviluppo portuale delle Fiji, dando vita al primo progetto infrastrutturale regionale congiunto.