Il vertice ministeriale di New Delhi ha prodotto nuove iniziative su porti, sicurezza energetica, sorveglianza marittima e catene di approvvigionamento. Il messaggio politico è chiaro: il formato vuole dimostrare di poter generare risultati concreti nonostante i dubbi sulla sua tenuta

Pur rappresentando un terzo del Pil mondiale e quasi 2 miliardi di persone, il Quad è stato finora un potente collettivo di quattro nazioni – Stati Uniti, Giappone, Australia e India – concentrato però più sulla costruzione di un pensiero condiviso, orientazioni strategiche e tentativi di allineamento politico. Ora si passa alle azioni? Fonti locali informate sulle discussioni spiegano che i ministri degli Esteri hanno usato la riunione odierna di New Delhi “per rilanciare il formato” con una serie di iniziative operative sull’Indo-Pacifico, dalla sorveglianza marittima alle infrastrutture portuali, fino ai minerali critici e alla sicurezza energetica.

L’incontro, convocato su invito del ministro degli Esteri indiano S. Jaishankar, ha riunito l’australiana Penny Wong, il giapponese Toshimitsu Motegi e il segretario di Stato americano Marco Rubio. È stata la terza riunione ministeriale del gruppo dal settembre 2024 e arriva dopo mesi di interrogativi sulla capacità del Quad di mantenere peso politico senza un vertice dei leader. Il sistema, come molto altro delle relazioni internazionali, deve fare i conti con Donald Trump e il suo approccio alle relazioni internazionali – che Rubio lavora per normalizzare in qualche modo, pur restando nel solco del trumpismo “America First”.