Dalle baie tropicali raggiungibili esclusivamente a bordo di una barca alle calette mediterranee protette dal numero chiuso, l’estate 2026 consacra un nuovo desiderio dei viaggiatori: la ricerca di luoghi autentici, silenziosi e ancora incontaminati. La nuova edizione della classifica The World’s 50 Best Beaches fotografa una tendenza chiarissima: a dominare non sono i lidi glamour o le mete più mondane, ma le spiagge remote immerse nella natura, lontane dal caos e dal turismo di massa. Un trionfo dei paesaggi selvaggi in cui l’ecosistema resta il protagonista assoluto, selezionato grazie al contributo di oltre mille professionisti del turismo e beach ambassador internazionali.
Il podio mondiale: l’isolamento è il nuovo lusso
A conquistare la vetta della classifica globale è Entalula Beach, situata sull’isola di Palawan nelle Filippine. Descritta come uno degli ultimi paradisi incontaminati del Sud-est asiatico, questa spiaggia offre una sensazione di isolamento totale, nascosta tra imponenti formazioni carsiche e lussureggiante vegetazione tropicale, ben lontana dalle rotte affollate di El Nido.
Il secondo posto spetta all’Europa con Fteri Beach, sull’isola greca di Cefalonia, salita dalla quarta posizione del 2025. Si tratta di una baia isolata di ciottoli bianchi protetta da alte pareti rocciose, raggiungibile solo via mare o tramite un sentiero impegnativo. Questa difficoltà di accesso contribuisce a mantenere la sua atmosfera serena e incontaminata, con acque profonde di un blu intenso del tutto simili a quelle caraibiche. Medaglia di bronzo per l’Australia occidentale con Wharton Beach, celebre per la sua finissima sabbia bianca che “scricchiola” sotto i piedi e per le spettacolari vedute sull’oceano con onde perfette per il surf. La sua posizione remota, vicino a Esperance, la rende una delle coste meno urbanizzate del continente australiano.








