Per l’ex legale di Andrea Sempio il prossimo 14 settembre inizierà il processo per “dichiarazioni gravemente diffamatorie” nei confronti “dello studio Giarda”. Al centro ci sono le parole di Massimo Lovati pronunciate durante una conferenza stampa il 13 marzo del 2025.

Massimo Lovati, ex legale di Andrea Sempio

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Scontro tra gli ex legali di Alberto Stasi e Massimo Lovati. Per l'ex legale di Andrea Sempio il prossimo 14 settembre inizierà il processo per "dichiarazioni gravemente diffamatorie" nei confronti "dello studio Giarda", che aveva difeso Stasi durante tutto il processo che lo aveva poi condannato per l'omicidio di Chiara Poggi. La data è stata decisa in queste ore dal giudice della terza penale al termine dell'udienza pre-dibattimentale. Nel dettaglio, a rappresentare la parte civile ci saranno gli avvocati Enrico e Fabio Giarda, figli del professor Angelo Giarda morto nel 2021: hanno chiesto a carico di Lovati un risarcimento per danni morali e di immagine da 116mila euro in totale. Ma perché andrà a processo Massimo Lovati?

Tutto risale a una conferenza stampa del 13 marzo 2025 quando l'imputato era ancora avvocato di Andrea Sempio. In quella occasione Lovati aveva detto davanti ai cronisti che la prima inchiesta a carico del 38enne del 2016-2017 era il "risultato di una macchinazione orchestrata dalla difesa dello studio Giarda". Sottolineando che si era trattato di una "manipolazione organizzata dagli investigatori dello Studio" per il prelievo del DNA al commesso. Lovati faceva riferimento al fatto che la prima consulenza della difesa di Stasi sul DNA di Sempio sulle unghie di Chiara Poggi era stato possibile prendendo il materiale genetico dell'amico di Marco Poggi da una tazzina di un caffè bevuto a un bar. L'avvocato di Lovati, il difensore Fabrizio Gallo, ha provato a chiedere la sospensione di questo procedimento per diffamazione, almeno prima che venisse definito quello a carico di Andrea Sempio. Il giudice però ha respinto l'istanza. I legali Fabio e Enrico Giarda hanno commentato così: "Siamo soddisfatti che ora si apra il processo penale per diffamazione per tutelare la nostra reputazione e quella di nostro padre". E Lovati replica: "Me lo aspettavo è un percorso obbligato, non avendo io chiesto riti alternativi". Per il suo avvocato le frasi pronunciate erano "nell'esercizio di un suo diritto e ci difenderemo nel processo".