Quando i prelievi e i versamenti bancomat risultano sospetti possono scattare le verifiche dell’Agenzia delle entrate. Per proteggersi da eventuali controlli è necessario conservare i documenti che dimostrano la tracciabilità del denaro. Rischio multe dal 5 al 50% della cifra contestata.

Immagine di repertorio.

Non basta evitare i pagamenti in contanti oltre i 5mila euro. A finire sotto la lente del Fisco sono anche i movimenti più piccoli e ripetuti allo sportello bancomat: prelievi frequenti di somme ingenti, versamenti considerati anomali o operazioni non coerenti con il reddito dichiarato. Queste operazioni possono far scattare controlli da parte dell'Agenzia delle entrate o dell’Unità di informazione finanziaria della Banca d’Italia.

Le operazioni allo sportello possono essere un punto di partenza per un'analisi approfondita da parte del Fisco per capire se le cifre in movimento sul conto corrente di un cittadino sono coerenti con quelle dichiarate. Per questo motivo la differenza oggi la fanno la tracciabilità e la possibilità di dimostrare, con ricevute e documenti, l’origine delle somme. Come funziona il sistema dei controlli sui conti bancari in Italia È necessario premettere che le banche sono tenute per legge a lavorare in concerto con le autorità qualora notino movimenti o operazioni sospette sui conti bancari dei propri clienti. In Italia il sistema dei controlli sui conti correnti si basa sulla presunzione fiscale. Vale a dire che deve esserci una sostanziale corrispondenza tra i movimenti bancari – sia in ingresso che in uscita – e i redditi dichiarati al Fisco.