Rossella Erra rompe il silenzio sugli insulti ricevuti sui social e racconta di aver deciso di denunciare dopo mesi di offese e minacce legate soprattutto alla sua presenza in televisione come giudice popolare di Ballando con le stelle. In un’intervista al Corriere della Sera, Erra spiega: “Tutto è diventato massiccio da quando ho iniziato Ballando con le Stelle. Nel momento in cui ho cominciato ad assegnare i famosi tesoretti è partito l’odio vero, quello feroce. Gli insulti più denigratori, quelli umilianti. E si intensificano sempre durante il periodo della trasmissione. Ne ho parlato spesso in televisione, ma non perché volessi fare la vittima. Me lo chiedevano. Molte volte sono rimasta in silenzio. Ho cancellato commenti quasi per vergogna”.
Poi il passaggio che, spiega, le ha fatto capire che la situazione stava degenerando: “Gli insulti non riguardano più il programma. Entrano nella tua vita privata, nella tua persona. E allora capisci che non è più critica: è cyberbullismo”.
L’identità degli haters
Nel corso dell’intervista, Erra racconta anche di aver scoperto chi si nasconde dietro molti dei messaggi offensivi ricevuti sui social. Persone comuni, spiega, lontane dall’anonimato: C’è un nonno, c’è uno che fa parte di un consiglio comunale, un ragioniere, una persona che appartiene a un’associazione delle forze dell’ordine, uno che sui social pubblica foto con la figlia quindicenne. A uno di loro ho scritto: “Spero che lei non si rivolga così alle donne della sua vita”. Mi ha insultata ancora di più. Da dove nasce tutto questo odio? Se lo sapessi. Io sono una persona pacifica. Credo che un sorriso possa illuminare anche un momento difficile. Però non voglio più vergognarmi di dire basta. Per anni mi sono fatta mettere in un angolo. Adesso voglio uscirne a testa alta. Non faccio la vittima: mi ribello. È diverso“.






