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Eleonora Lastrucci e le sue creazioni sul red carpet di Cannes

Firenze, 26 maggio 2026 - Dalla Toscana alla Croisette, il passo non è breve. Ma quando a compierlo è un abito nato dall’esperienza e dalla tradizione, con tessuti pensati su misura per il corpo di ciascuna donna e ricami costruiti un dettaglio per volta, la distanza si accorcia fino a diventare il racconto di una storia. Quella di Prato e della sua stilista, Eleonora Lastrucci, fashion designer che nei giorni del Festival di Cannes ha portato il suo universo couture in uno degli scenari internazionali dove cinema, moda e immagine si incontrano con maggiore forza. Orgogliosa della propria toscanità, Lastrucci ha proposto creazioni destinate al pubblico internazionale che parlano di una cultura tutta toscana, tradotta in alta moda, glamour e proiezione della tradizione verso il futuro e la contemporaneità. Gli abiti portati a Cannes raccontano proprio questo equilibrio: lusso e artigianalità, sensualità ed eleganza, presenza scenografica e cura del dettaglio. Ricami, pietre, trasparenze, volumi definiti e linee fortemente femminili compongono un linguaggio che appartiene alla grande tradizione italiana, ma con una voce personale, matura, immediatamente riconoscibile. Ogni creazione nasce come pezzo autonomo, con una propria identità. Non semplici abiti “da evento”, ma presenze sartoriali pensate per dialogare con la luce, con il corpo, con lo sguardo di chi osserva. È in questo rapporto tra donna, abito e scena che prende forma il mondo di Eleonora Lastrucci: un mondo prezioso, costruito nel tempo, dove il glamour non è mai solo superficie. «Cannes è un luogo in cui tutto diventa immagine: il cinema, la luce, la bellezza, l’abito. Portare qui le mie creazioni significa far vivere il mio mondo couture in un contesto internazionale, dove ogni dettaglio può trasformarsi in emozione», racconta la stilista. E la sua presenza al Festival diventa così una piccola storia toscana che guarda lontano. Da Prato ai red carpet internazionali, Lastrucci porta con sé non solo abiti, ma un’idea di moda radicata nella sapienza del fare: quella che nasce nei laboratori, cresce nella scelta dei materiali, prende forma nella pazienza del lavoro sartoriale e arriva infine sulla scena mondiale.