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Il «blocco barella» non blocca i tassametri delle ambulanze private. Sono quelle noleggiate dall’Ares per andare a sostituire, nelle postazioni territoriali del 118, i mezzi di soccorso che rimangono in fila davanti ai Pronto soccorso sovraffollati del Lazio. Questo affitto nel 2025 è costato 3 milioni e 920 mila euro, con una media di 10.740 euro al giorno. L’azienda regionale per l’emergenza-urgenza lo definisce il fenomeno del «fermo-mezzi», che scatta quando serve il veicolo sostitutivo in attesa del rientro dell’ambulanza in missione, spesso bloccata a causa della mancata restituzione della barella, che sovente viene usata dai Ps per far «stazionare» il paziente in astanteria fino alla liberazione di un posto letto in osservazione breve o medicina d’urgenza (o nei reparti di degenza). In quelle ore d’attesa, però, le ambulanze lasciano scoperte le proprie postazioni territoriali di riferimento. E, per questi motivi, scattano così i costi-extra per il noleggio dei mezzi di soccorso privati, che vengono chiamati dall’Ares, appunto, proprio per andare a coprire le postazioni del 118 rimaste sguarnite dal fermo-mezzi. Anche perché, come ha scritto la stessa Ares 118, il «servizio a chiamata spot è essenziale per coprire le carenze giornaliere nel servizio di trasporto in emergenza, che si verificano a seguito di circostanze impreviste».