Il diritto alla mobilità dei sardi nelle mani di un fondo privato, con le scelte di un governo regionale che imbocca «una direzione platealmente contraria al bene comune e potenzialmente dannosa» per una realtà insulare come la Sardegna: sta intorno a questo nodo la netta presa di posizione della Cgil Sardegna contro il progetto di privatizzazione degli aeroporti sardi.
Il sindacato ha messo nero su bianco la preoccupazione in un documento approvato da tutte le strutture territoriali e di categoria. L’obiettivo? «Rimettere al centro l’interesse collettivo, fermare un’operazione sbagliata, realizzare una rete che abbia una governance pubblica». Una battaglia che il sindacato, annuncia, porterà avanti con il ricorso a tutti gli strumenti disponibili.
Il documento mette in fila le ragioni della contrarietà. «Le decisioni previste nel term sheet, nelle deliberazioni dell’amministrazione regionale, e nei provvedimenti adottati dalla Giunta della Camera di Commercio di Cagliari e Oristano – si legge nel documento – prefigurano un percorso che porterà al controllo effettivo della gestione dei tre aeroporti sardi da parte di una nuova realtà societaria in cui sarà determinante il ruolo di F2i Sgr Spa, fondo di investimento che ha come finalità il profitto e la valorizzazione degli investimenti per i suoi azionisti, non certo l’interesse pubblico».







