Milano, 26 maggio 2026 – Mentre la lunga giornata comasca di ieri si è conlusa con un sospiro di sollievo – “Gli esami virologici eseguiti su due persone rientrate nelle scorse ore dall’Uganda presso il laboratorio di riferimento dell’ospedale Sacco di Milano hanno dato esito negativo” in particolare i test per l’Ebola – gli strascichi polemici non si sono spenti.
"Chi parla di rischio zero racconta una favola. In un mondo globale i virus viaggiano in aereo più velocemente delle persone. La differenza la fanno i sistemi sanitari: diagnosi precoce, isolamento e protocolli seri. E in questo caso l'Italia ha dimostrato che la macchina della prevenzione funziona". Così Fabrizio Pregliasco, direttore della scuola di specializzazione in igiene e medicina preventiva della Statale di Milano, past president di Anpas e vice presidente di Samaritan International, interviene sul caso Ebola dopo che i due cooperanti italiani, un uomo e una donna della provincia di Como, ricoverati all'ospedale Sacco di Milano, sono stati trovati negativi al virus che si sta diffondendo rapidamente nella Repubblica Democratica del Congo.
Sanitari si disinfettano dopo essere venuti in contatto col corpo di una persona che si sospetta sia morta di Ebola pected of having died from Ebola a Bunia, Repubblica Democratica del Congo










