Liala Antonino, figlia di Licia Colò e del produttore Alessandro Antonino, racconta al Corriere della Sera una crescita vissuta tra viaggi, televisione, senso di diversità e una forte esigenza di affermare sé stessa al di là del cognome. Oggi studia giornalismo a Tor Vergata, lavora nella società di produzione di famiglia e conduce un podcast, ma rivendica anche il lato meno glamour del lavoro familiare: “Esistono due tipologie di persone che lavorano in ambito familiare: quelle super viziate e coccolate e quelle schiavizzate. Io appartengo alla seconda”.

Tra i ricordi più vivi con la madre c’è un viaggio in Tanzania trasformato in un’esperienza quasi iniziatica. “Siamo arrivate in Tanzania senza niente, perché ci avevano perso le valigie in aeroporto, e siamo andate per mercati a comprare tutto quello che ci serviva”. Un episodio che le ha fatto toccare con mano le disuguaglianze: “Mi ha colpito molto vedere quanto costassero cose come lo spazzolino o un paio di slip”. Cosa ammira di più della madre? “Il non essersi mai venduta e l’aver mantenuto i suoi ideali al fianco dell’ambiente e degli animali”.

Parlando di Nicola Pietrangeli, che è stato compagno di Licia Colò negli anni Ottanta, dice: “Nicola per me è un idolo. E dico sempre che mi ha rovinato la vita”. E spiega: “Perché conoscere un uomo così charmant, gentlemen, dalla battuta pronta, elegantissimo, insomma una persona completa, mi ha rovinato: quando mi guardo intorno mi sento male...”.