Mirco Maestri, capitano della Polti Visit Malta, con gli occhi fondi di lacrime e fatica. Corridore generoso, con quel pianto sincero ha conquistato tanti estimatori"Ce l’ho messa tutta: mi sono portato sulle spalle tutta la squadra e penso anche gli sponsor. Eh… prima o poi diventerò ape". Nella voce rotta dall’emozione di Mirco Maestri – in una videointervista diventata virale sul web – c’è tutta l’essenza del ciclista gregario: 148 chilometri di fuga a ‘menare’; la pressione delle sorti di un piccolo team che può chiudere l’anno in positivo grazie a una vittoria; il compagno di squadra che si sacrifica per te a pochi passi dal traguardo. Tutto cancellato in un battito d’ali: quello che ha visto trionfare il possente norvegese Fredrik Dversnes proprio davanti al 35enne luzzarese, relegato al secondo posto sull’arrivo di Milano della 15esima tappa del Giro d’Italia andata in scena domenica. "Sento che ho fallito – la sentenza di Maestri con gli occhi gonfi di fatica e lacrime –. Quando lavorano così per te e sbagli l’obiettivo è tutto più pesante". Nove partecipazioni alla Corsa Rosa, due secondi posti (uno anche alla 18esima tappa del Giro 2025), quattro vittorie da professionista e tante giornate in fuga (quattro anche nella kermesse rosa di quest’anno) riassumono solo in parte quel desiderio di mettere la ciliegina sulla torta a una carriera a cui manca solo il colpaccio. Ma la verità è che ‘Paperino’, il corridore della Polti Visit Malta, non ha di certo fallito. Perché se è vero che lo sport è un insegnamento di vita, il ciclismo è la sua sublimazione. E quell’ape altro non è che il sogno a cui tutti ambiscono.
Maestri in lacrime: "Ce l’ho messa tutta"
Giro d’Italia Il luzzarese, capitano della Polti, battuto in volata dopo 148 km di fuga. Zanoncello (Bardiani) squalificato dalla corsa












