Marco Rubio ha detto che lo Stretto di Hormuz dovrà essere riaperto «in un modo o nell’altro», mentre i negoziati tra Stati Uniti e Iran per fermare la guerra in Medio Oriente restano aperti ma non sembrano vicini a una conclusione immediata. Il segretario di Stato statunitense ha parlato a Jaipur, in India, il giorno dopo nuovi attacchi americani contro imbarcazioni che stavano cercando di posare mine e siti di lancio missilistici nella zona meridionale dell’Iran. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha detto che le operazioni erano state decise per proteggere le truppe americane da minacce attribuite alle forze iraniane. L’Iran, sempre lunedì, ha sostenuto di avere abbattuto un drone stealth ostile con un nuovo sistema di difesa aerea, senza precisarne la provenienza.
Rubio ha detto ai giornalisti che il negoziato con Teheran potrebbe richiedere «qualche giorno» in più e ha collegato direttamente la prosecuzione dei colloqui alla necessità di garantire il passaggio nello Stretto di Hormuz, perché ciò che sta accadendo lì è «illegittimo», «illegale», «inaccettabile» e «insostenibile per il mondo».
L’accordo, per come è stato descritto dalle fonti disponibili, non sarebbe una soluzione definitiva della crisi. Potrebbe prevedere un’estensione del cessate il fuoco, la riapertura dello stretto e un percorso separato per negoziare il futuro del programma nucleare iraniano. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha detto che un’intesa non è imminente.












