Stava percorrendo in bici via Terrachini, quand’è stato urtato da un automobilista che lo ha fatto cadere a terra, procurandogli ferite, e poi ha proseguito senza fermarsi a soccorrerlo. A subire l’impatto col pirata della strada è stato un 35enne reggiano, libero professionista: ora lancia un appello sia alla coscienza del conducente – che rischia conseguenze penali –, sia a eventuali testimoni che possano aiutare a identificarlo. La macchina che ha causato l’incidente, avvenuto nel pomeriggio del 20 maggio, è una Hyundai i10 di colore rosso/arancione metallizzato, che è stata ripresa dalle telecamere presenti
"Mi trovavo in via Terrachini alle 16.05 quand’ho attraversato la strada per andare verso via Matteotti. In quel momento mi è passata davanti un’auto che veniva da via Buozzi e si stava immettendo in via Terrachini", racconta il 35enne. "Dopo qualche metro mi sono trovato dietro la Hyundai, che mi ha spinto e buttato per terra. Mi sono rialzato quasi subito e ho visto quella macchina rallentare e poi svoltare in via Matteotti in direzione stadio Mirabello: secondo me il conducente si è reso conto di quello che aveva fatto, ma ha proseguito". Una donna sopraggiunta dalla corsia opposta ha chiamato l’ambulanza. È arrivata la polizia locale che ha fatto i rilievi e raccolto la testimonianza del ciclista. Dapprima il giovane non è andato al pronto soccorso e ha raggiunto la sede di lavoro, ma nel giro di qualche ora ha avvertito i postumi dell’impatto: "Sulla coscia destra è comparso un ematoma che si è gonfiato molto. Alle 20 sono andato al pronto soccorso, dove mi hanno visitato e dato una prognosi di cinque giorni". Ai danni fisici si aggiungono quelli materiali alla bici: "Il manubrio si è piegato, il cambio è distrutto, una ruota non funziona. Una testimone dice che la macchina è passata con uno pneumatico sopra a una mia ruota e poi è andata avanti. Mi chiedo cosa sarebbe successo se fossi caduto con mia figlia piccola dentro il seggiolino col quale spesso la porto in giro, se io avessi battuto la testa o se fosse sopraggiunta un’altra auto. Non ho rancore verso quest’automobilista – conclude il 35enne –. Si può sbagliare e chiedere scusa, ma è giusto che si assuma le proprie responsabilità e non la faccia franca".











