Un’azienda nata nel 1929 per rappresentare al meglio un territorio enologicamente da sempre sottovalutato. Notevole il lavoro sul Sangiovese, del quale ho assaggiato tre espressioni decisamente differenti: il Prugneto da cui è nato tutto, l’ambizioso Nespoli che fa dodici mesi di affinamento in barrique e il Gualdo da agricoltura biosimbiotica

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Nella Valle del Bidente, nella campagna forlivese, nell’entroterra romagnolo, c’è un’azienda che da quattro generazioni di vignaioli porta avanti un progetto che valorizza l’identità enologica di una regione spesso sottovalutata ma dalla ricca tradizione centrata soprattutto sul Sangiovese.L’azienda si chiama Poderi dal Nespoli, è nata nel 1929 ed è oggi parte del Gruppo Argea. Cento ettari in gestione, dei quali 65 vitati, con un’idea di viticoltura contemporanea ed evoluta e un lavoro in cantina orientato a un basso impatto ambientale, che affianca all’attività produttiva spazi dedicati all’accoglienza e agli eventi.Ho avuto l’occasione di assaggiare tre etichette che esprimono tre differenti anime del Sangiovese, a dimostrare come diversi suoli e terroir differenti e diverse interpretazioni stilistiche possano dar vita a vini molto lontani e con caratteristiche peculiari.Il punto di partenza è il Prugneto Romagna Doc Sangiovese Superiore, una delle etichette più identitarie dell’azienda e prodotto originariamente nel primo podere di proprietà della famiglia Ravaioli. Un vino simbolo, che rappresenta i punti di snodo di Poderi dal Nespoli. Lo fu negli anni Sessanta, quando questa etichetta inaugurò la storia moderna della cantina, lo è stato nel 2023 quando il grande enologo Riccardo Cotarella lo ha reso più contemporaneo. La vinificazione e la maturazione si svolgono prevalentemente in acciaio, solo il 30 per cento affina per alcuni mesi in botti grandi e barrique. Il colore è rosso rubino brillante, il naso è franco, di piccoli frutti rossi e viole e poi un po’ di spezie soavi, la bocca è piacevole, fresca e beverina, agile e scattante. Gli abbinamenti sono paste ripiene, carni rosse, formaggi di media stagionatura. Un vino perfetto per i mercati internazionali nella sua riconoscibilità.Il Nespoli Romagna Doc Sangiovese Superiore Riserva è un vino più ambizioso. Il suo nome richiama il borgo di Nespoli, dove sorgono la cantina e gli spazi dell’ospitalità aziendale. I vigneti si trovano a 170 metri sul livello del mare, con esposizione ovest su suoli franco argillosi. La vinificazione in acciaio e i dodici mesi di affinamento in barriques di rovere producono un vino dal colore rosso rubino intenso, dal naso di ciliegia marasca, di prugne, che poi fanno spazio a note più speziate e tostate, come caffè, cacao, tabacco e infine una seducente nota balsamica di liquirizia. In bocca è complesso, elegante, perfino solenne e promette grande longevità. Si sposa con cacciagione, selvaggina, carne rossa, formaggi stagionati.Il Gualdo Romagna Doc Sangiovese Predappio Biosimbiotico è un progetto quasi visionario. Prende il nome da un single vineyard di circa 14 ettari nella sottozona Predappio, culla storica del Sangiovese di Romagna, condotto in regime bio-simbiotico, che integra la conduzione biologica con l’impiego di microrganismi in simbiosi con l’apparato radicale della vite, a sostegno dell’equilibrio della pianta e della vitalità del suolo. Si tratta di un Sangiovese in purezza che affina per dieci mesi in acciaio ed esibisce un colore rosso vivo, aromi di frutta rossa e bocca coerente, con tannini decisamente gentili. Il cibo con cui si accompagna è sono paste al ragù bianco, carni di animali da cortile e formaggi di media stagionatura. Si tratta del vino scelto da Poderi dal Nespoli per il proprio progetto di ecodesign, che interviene su bottiglia, etichetta, tappo, capsula e packaging secondo criteri di riduzione dell’impatto ambientale e circolarità della filiera. È il volto più contemporaneo del trittico, ma anche quello che insiste con maggiore evidenza sul rapporto tra vino, terroir e sostenibilità.