Ospite ieri della Giornata della ricerca in ateneo il professor James Alan Robinson, docente University of Chicago e vincitore del Premio Nobel per l’Economia nel 2024. Lo stesso economista e politologo britannico questa mattina (alle 11) terrà una lectio – dal titolo ’Why I’m not a monetarist’ – in occasione della nona Hanh lecture del Dipartimento di Economia Politica e Statistica presso il polo di San Francesco.
’Wealth in people’ invece è stato il tema dell’intervento di ieri in Rettorato: ’la ricchiezza nelle persone’ ovvero il modello delle relazioni umane proprie dei clan africani da cui possiamo imparare. Una ricchezza intangibile fatta di rapporti e relazioni e non di patrimoni monetari.
Il professor Robinson ribalta dunque l’assunto occidentale che definisce la ricchezza in base ai beni materiali accumulati (azioni, immobili, capitale). Ed è la storia dei Paesi africani a sostenere questo percorso divergente da quello dell’Eurasia: un continente con 45mila etnie diverse.
Per molte società africane, la vera ricchezza consiste nelle reti di relazioni, nei legami sociali, nella parentela e nel numero di persone su cui si può contare e che si possono mobilitare.
Fra le implicazioni, secondo Robinson, massimizzare le connessioni sociali anziché il profitto materiale spiega le traiettorie politiche ed economiche uniche di molte nazioni africane (come il Botswana) ed è una chiave di lettura fondamentale per ripensare lo sviluppo e le disuguaglianze moderne.









