C’è un blues del Delta anche in Italia. Malinconico, surreale, forse non così impregnato di sofferenza come quello ‘originale’ nato nelle aree rurali intorno al Mississippi, ma altrettanto sentimentale e capace di parlare il linguaggio della terra. Quello di un Veneto dalla provincia sterminata, dove la civiltà contadina ha lasciato spazio ai capannoni della logistica e alle villette perdute nel nulla. Quel Veneto che fa sfondo al film di Francesco Sossai pluripremiato ai David di Donatello, Le città di pianura – otto riconoscimenti, tra i quali quello per la miglior canzone originale, Ti, cantata da Krano, nome d’arte di Marco Spigariol, che ha curato l’intera colonna sonora pubblicata dall’etichetta indipendente bolognese Maple Death. Il disco verrà presentato domani a Bologna alle Serre dei Gardini Margherita (Via Castiglione 134, ore 19) con un concerto del bluesman. Seguirà un’introduzione al film con l’attore Filippo Scotti e Alessandro del Re di MUBI e la proiezione.
Krano, lei viene dalla scena del post punk, nulla di più lontano, apparentemente, dal dialetto veneto.
"Si, è stato quando, intorno al 2014, ho scelto di tornare nelle mie terre, nel trevigiano, che ho scoperto quanto l’uso del nostro dialetto fosse diffuso tra i gruppi locali. Esisteva una scena molto goliardica, certamente, ma ricchissima di giovani musicisti. Io suonavo una derivazione del punk, ho pensato che la lingua delle radici mi potesse aiutare a raccontare la quotidianità meglio dell’italiano".






