HomeFanoCronacaVitruvio, il dibattito finisce sul muro. Alla Pescheria il graffito dissacranteLa provocazione è comparsa a due passi dagli scavi. Rossi: "Goliardata". Marchegiani: "Rasenta la volgarità"Il murales apparso dentro la Pescheria, a pochi metri dagli scavi di piazza Andrea Costa dove sono emersi i resti della Basilica di VitruvioRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguicidi Tiziana PetrelliDentro la Pescheria, a pochi metri dagli scavi di piazza Andrea Costa, il dibattito su Vitruvio è finito anche sul muro. Un bambino disegnato in stile street art sembra urinare accanto a un cartello giallo con la scritta "Fano città di Vitruvio", mentre poco più in là, dietro le transenne del cantiere, campeggia lo striscione istituzionale: "Benvenuti a Fano, Città di Vitruvio". Due immagini una di fronte all’altra: da un lato la comunicazione ufficiale della scoperta, dall’altro la sua dissacrazione. Ed è da qui, da questo murale comparso nel cuore della città, che il confronto già acceso attorno alla Basilica torna a mostrare quanto Vitruvio sia diventato anche un tema pubblico, urbano, identitario.

Per Davide Rossi, già assessore alla Cultura della Provincia di Pesaro e Urbino e in quella veste tra i fondatori del Centro Studi Vitruviani, l’immagine va letta senza drammatizzare. "Il murales mi pare una goliardata di qualcuno che vuole dissacrare ciò che è diventato molto serioso e anche un po’ pomposo. La cosa va presa come tale. Fra l’altro coincide con la mostra a Fano di Banksy, il più famoso writer al mondo". Diversa la lettura dell’architetto Stefano Marchegiani, consigliere comunale già assessore alla Cultura e ora in ballo per la presidenza del Centro Studi. "Non mi piace il modo – dice –. L’arte può anche essere provocazione, ma in questo caso ci vorrebbe un po’ di affetto verso questa scoperta. La critica ci sta, la volgarità meno".