Almeno 12 civili feriti per raid russi nel Donetsk L'attacco aereo russo sferrato ieri, lunedì 25 maggio, sul centro di Kramatorsk, nel Donetsk, ha ferito almeno 12 civili secondo un bilancio aggiornato dalle autorità regionali e confermato sia da Pravda che da Kyv Independent. Sono state colpite infatti zone residenziali, nei pressi di condomini, ma l'entità dei danni è ancora in fase di valutazione. Secondo il sindaco Oleksandr Honcharenko, le forze russe hanno sganciato due bombe aeree anche nella serata di ieri, nell'ambito di un'azione su larga scala che ha impegnato le squadre di soccorso e i medici anche nella notte. Intanto, riferiscono le stesse fonti, l'ufficio del procuratore del Donetsk ha dichiarato che l'attacco è oggetto di un'indagine per potenziale crimine di guerra.

Zelensky su Memorial Day, grati agli Usa per sostegno a nostra difesa«Oggi (lunedì 25 maggio, ndr) è il Memorial Day in America: una giornata di rispetto nazionale per ogni persona che ha difeso l'America e la libertà indossando l'uniforme. Senza gli Stati Uniti, semplicemente non ci sarebbe stata la libertà europea e il XX secolo lo ha dimostrato in modo assolutamente chiaro. Oggi la guerra su larga scala della Russia non è soltanto contro l'Ucraina, ma anche contro l'intero modello di un'Europa libera, democratica e unita. È l'unità euro-atlantica che è stata, e continua a essere, il fondamento dello sviluppo economico mondiale e, sotto molti aspetti, anche sociale dopo la Seconda guerra mondiale».Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, «L'Ucraina è grata agli Stati Uniti per il sostegno alla nostra difesa e a tutti gli americani dal cuore solidale che continuano a sostenere l'Ucraina», spiega. «Questa guerra deve finire, e deve finire in modo dignitoso. E il ruolo dell'America in questo contesto - l'America che la Russia teme - può davvero essere quello di una leadership: nel sostenere qui la nostra difesa della vita e, in futuro, la nostra capacità di aiutare a difendere la vita di altre nazioni che ne avranno davvero bisogno. Grazie, America», conclude.