Un incidente terribile quello che si è verificato il 22 maggio 2019Ricevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciSiena, 26 maggio 2026 – “Lette le motivazioni presenteremo appello”, aveva annunciato nel giugno 2023 l’avvocato Salvatore De Marco che difendeva l’autista del pullman turistico che il 22 maggio 2019 si era ribaltato fuori strada sull’Autopalio. Un incidente terribile, in cui perse la vita una guida di 41 anni, Elena Urtaeva, trafitta dal guard-rail. Numerosi poi i passeggeri che erano rimasti feriti. La macchina dei soccorsi, in quell’occasione, si era superata. Perché le operazioni di recupero delle persone richiesero tempo, la circolazione si bloccò e la vicenda fece il giro d’Italia nonostante l’impegno corale di istituzioni e forze dell’ordine per risolvere la situazione nei tempi più brevi, senza trascurare gli elementi dell’inchiesta e le testimonianze.
Il processo di appello c’è stato. E si è svolto qualche giorno fa davanti ai giudici fiorentini. Come si ricorderà, Leonardo Santoro, l’autista del pullman diretto a Siena con la comitiva, 43 anni, di Castrovillari, era stato condannato a 3 anni. Il giudice Simone Spina aveva accolto la richiesta del pm Siro De Flammineis. La Corte di appello, in parziale riforma della sentenza di Siena, ha disposto la sostituzione della misura accessoria della revoca della patente di guida con la sospensione per la durata di tre anni. “Si tratta di un principio di diritto particolarmente importante – spiegano gli avvocati Clara Veneto e Salvatore Di Marco – perché elimina ogni automatismo restituendo al giudice l’onere di motivare adeguatamente anche sulle statuizioni accessorie rispetto alla sentenza di condanna per omicidio colposo. Per il resto – continuano i difensori – aspettiamo di leggere le motivazioni per conoscere le ragioni in base alle quali la Corte ha ritenuto oltre ogni ragionevole dubbio provata la responsabilità del conducente. Inoltre su conforme richiesta della procura generale è stata confermata l’assoluzione, già intervenuta in primo grado, per gli altri due imputati. I tecnici accusati di omicidio colposo: da un lato l’architetto dell’Anas che sarebbe stato direttore dei lavori delle opere di adeguamento del tratto stradale nel quale accadde l’incidente mortale, difeso dall’avvocato Bernardini, dall’altro un perito assistito dagli avvocati Daniela Del Lungo e Beatrice Borghi. Nel mirino della procura erano finite infatti le barriere di sicurezza sulla carreggiata della ’Palio’ nel tratto fra Monteriggioni e Badesse. Che erano regolari. Nessuna colpa dei tecnici nella morte della guida turistica.








