Una raccolta firme a favore della legge sul fine vita. Al centro Marco CappatoRicevi le notizie de Il Giorno su GoogleSeguiciMilano, 26 maggio 2026 – Quella del Consiglio di Stato è una sentenza che fissa un precedente di non poco conto per il prosieguo del confronto-scontro politico sul suicidio medicalmente assistito. In particolare, sulla possibilità che siano le Regioni a legiferare in merito. Il Consiglio di Stato ha infatti ritenuto legittima la pregiudiziale di costituzionalità approvata dal Consiglio regionale della Lombardia, con i soli voti della maggioranza di centrodestra, per non discutere la legge di iniziativa popolare promossa dal Comitato Liberi Subito.
Spiegazioni
Detto in altre parole: il 19 novembre 2024 il Consiglio regionale ha approvato un atto col quale dichiara di non avere le competenze per discutere e approvare una legge sul fine vita. Questo atto, ora, è stato ritenuto legittimo dal Consiglio di Stato. Ecco perché il dibattito sull’opportunità di una legge regionale non potrà non risentirne. A rivolgersi al Consiglio di Stato era stata l’Associazione Luca Coscioni, promotrice del Comitato Liberi Subito e della legge di iniziativa popolare sul suicidio assistito.










