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C’è una storia che nei giorni scorsi ha acceso un gran dibattito nella comunità scientifica internazionale. Una startup texana, la Colossal Biosciences, ha annunciato di essere riuscita a far nascere 26 pulcini all’interno di strutture artificiali che imitano il funzionamento di membrane naturali. Non è ancora un uovo sintetico completo: gli embrioni arrivano da uova vere, ma il guscio, e soprattutto il sistema che regola ossigeno, umidità e sviluppo, è artificiale.
Obiettivo de-estinzione
La mission dell’azienda, fondata nel 2021 e che finora ha raccolto 620 milioni di dollari di finanziamenti, è quella di “de-estingure” – cioè riportare in vita animali scomparsi da questo pianeta – diverse specie e, in ultima analisi, sviluppare una tecnologia in grado di tutelare gli esseri viventi in via di estinzione.
Il primo obiettivo è quello di “resuscitare” il moa gigante (Dinornis robustus), un uccello simile a uno struzzo ma più alto – circa tre metri e mezzo per 250 chili di peso – ed estinto in Nuova Zelanda nel 1500 e che, secondo le ricostruzioni degli scienziati, deponeva uova grandi quanto delle palle da rugby.













