Riportare in vita il dodo, un gigantesco uccello incapace di volare scomparso 400 anni fa e diventato il simbolo dell'estinzione, potrebbe non essere più (o almeno in parte) impossibile. Colossal Biosciences, l'azienda biotecnologica con sede a Dallas, in Texas, e specializzata in progetti di de-estinzione, ha appena annunciato di aver compiuto un "passo fondamentale" proprio in questa direzione: gli scienziati dell'azienda, infatti, sarebbero riusciti a coltivare per la prima volta le cellule germinali primordiali dal piccione comune e intendono ora utilizzare le stesse tecniche per provare a coltivare le cellule dal parente vivente più stretto del dodo, il piccione delle Nicobare (Caloenas nicobarica).La de-estinzioneLo scorso aprile, come vi abbiamo raccontato, la Colossal Biosciences ha invitato Wired Us in una località segreta degli Stati Uniti per vedere quelli che la stessa azienda ha definito come enocioni, una specie di canide di grandi dimensioni estinta da più di 10mila anni, che un tempo si aggirava per le Americhe, sostenendo di aver “de-estinto” per la prima volta un animale scomparso. Per farlo, gli scienziati hanno utilizzato l'editing genico per modificare il genoma delle cellule del parente vivente più vicino all'enocione, il lupo grigio. La realtà, tuttavia, è che il genoma di questi animali è quasi identico a quello del lupo grigio e che, come ha raccontato George Church, professore di genetica dell'Università di Harvard e cofondatore dell'azienda insieme a Ben Lamm, l'obiettivo è quello di arrivare a creare un animale che abbia il genoma completo dell'enocione.Dai mammiferi agli uccelliDa quando è stata fondata nel 2021, lo scopo di Colossal Biosciences è quello di cercare di riportare in vita il dodo, il mammut lanoso, il moa e altri animali estinti. E lo prova a fare non tanto clonando direttamente il dna conservato di animali preistorici, ma modificando i geni dei loro parenti viventi in modo che assumano l'aspetto e il comportamento dei predecessori estinti. Tuttavia, come riporta la Cnn, l'azienda è ancora molto lontana dal raggiungere il suo obiettivo di riportare in vita il dodo, o meglio di creare un'approssimazione vivente di un animale che sarebbe indistinguibile dal dodo. Le tecniche necessarie per riportare in vita un uccello come il dodo, infatti, sono diverse da quelle utilizzate per creare i suoi lupi, perché gli uccelli si sviluppano in un uovo e non possono essere clonati allo stesso modo dei mammiferi. "Quindi, con gli uccelli, la parte più lenta di questo processo è che dobbiamo creare due generazioni. Non possiamo clonare le cellule, quindi dobbiamo creare madri e padri separatamente e poi allevarli per ottenere entrambe le copie del gene da modificare", ha spiegato Beth Shapiro, responsabile scientifico di Colossal. "È un processo piuttosto lento."Riportare in vita il dodoCome racconta la Cnn, il passo decisivo per riportare in vita il dodo appena annunciato dall'azienda consiste nell'aver trovato un modo per coltivare un tipo di cellula vitale, nota come cellula germinale primordiale (Pgc), che funge da precursore di ovociti e spermatozoi, dal piccione comune (Columba livia). Nel frattempo, l'azienda sta utilizzando una coltura simile per coltivare le Pcg del piccione delle Nicobare, che è più strettamente imparentato con il dodo, per poi tentare di modificare queste cellule con i tratti del dodo, sulla base di informazioni genomiche conservate nei musei. Sebbene i ricercatori dell'azienda stiano facendo progressi nel campo dell'ingegneria genetica, c'è non poco scetticismo da parte della comunità scientifica, secondo cui non è realmente possibile resuscitare un animale ormai estinto: qualsiasi tentativo potrebbe solo creare una specie ibrida geneticamente modificata. Gli animali scomparsi, infatti, sono molto più di un semplice insieme di geni. "Durante lo sviluppo, il nostro genoma interagisce con i genomi parentali, gli ormoni e l'ambiente, in modo tale che i geni vengano attivati o disattivati in modi complessi che non possiamo conoscere e non possiamo ripetere per una specie estinta", ha commentato alla Cnn ha affermato Scott MacDougall-Shackleton, cofondatore e direttore dell'Advanced Facility for Avian Research della Western University, Ontario. “Sebbene sia un'impressionante opera di ingegneria genetica quella di inserire geni di specie estinte in una specie attuale, è un'iperbole chiamarla de-estinzione".
L'azienda tecnologica Colossal Biosciences ha affermato di essere sempre più vicina a riportare in vita il dodo (o quasi)
In un recente annuncio sostiene di aver compiuto un passo decisivo in questa direzione. Ecco di cosa si tratta







