Pensate a un animale scomparso: il dodo, il mammut, il tilacino. Oggi è possibile riportarlo in vita. Tanto possibile che è stato fatto con il lupo primordiale. È la nuova sfida del biotech, la de-estinzione. Ve la raccontiamo sulla copertina di Robinson in edicola da domenica 24 agosto con Repubblica. Serenella Iovino ci spiega come si può de-estinguere (questo il termine) un singolo individuo senza intervenire sulle condizioni di sopravvivenza della specie e ragiona sulle implicazioni etiche di tutto questo. Perché, ed è ciò che rischiamo di dimenticare nell’entusiasmo per i traguardi della tecnologia, l’estinzione è invece la perdita di un sistema complesso di intrecci, in un mondo naturale che è, e resta, sempre più minacciato. Luca Fraioli, invece, ha intervistato l’olandese Cock van Oosterhout, docente dell’università dell’East Anglia, nel Regno Unito, che guida a Mauritius un progetto di “genomica di conservazione” per la Colossal Foundation sull’isola Mauritius.
L’insostenibile leggerezza di Milan e Philip
di Alessandro Catalano
18 Agosto 2025
Lo scopo del progetto è salvare una specie a rischio, il piccione rosa dell’isola, non riportare in vita una specie estinta. Ed è su questo distinguo, e sui limiti delle pratiche che intervengono sul genoma degli animali a rischio, che gli scienziati come van Oosterhout si interrogano. Nelle pagine successive, come sempre, troverete le recensioni delle novità in libreria e lo spazio dedicato alle esperienze dei gruppi di lettura. Sara Scarafia ci racconta una storia che arriva da Napoli, quella del bookclub del Giardino liberato, uno spazio nel quartiere Materdei che ospita corsi di musica e di teatro, una biblioteca di oltre diecimila volumi (alcuni appartenuti da Ermanno Rea e donati dalla figlia) e un bookclub che si riunisce tutti i martedì per la condivisione dei libri ad alta voce.






