«Fammi alta... perché io sono piccolina». Baby K, all'anagrafe Claudia Judith Nahum, scherza così con la troupe mentre il sole del pomeriggio illumina il tetto di Foqus, ai Quartieri Spagnoli. Attorno a lei stylist, bandiere di vari paesi che sventolano, ballerini, creator e assistenti corrono tra cambi scena, prove coreografiche e riprese verticali pensate per TikTok e social. È da qui che parte il nuovo videoclip della cantante, girato interamente a Napoli e destinato ad accompagnare l'estate 2026, quella dei Mondiali senza l’Italia. Basterà per toglierci l’amaro dalla bocca? Improbabile, ma i gusti sono gusti.
Del brano non si conosce ancora il titolo, ma dal set emergono già diversi indizi: nel testo si citano «Tuca tuca» e «macarena», il mood è apertamente dance-pop e l'obiettivo sembra chiarissimo, costruire il prossimo tormentone estivo. Il baby rocker Sal Da Vinci all’Ambrogino d’Oro del 1982: arriva in motorino, canta e conquista con gli stivali rossiBaby K si presenta con un look che mescola sportswear italiano e pop anni Duemila: maglia azzurra aderente con scritta «Made in Italy», mini-short coordinati, cintura gioiello piena di catene dorate, calzettoni bianchi al ginocchio e scarpe color cuoio. Capelli in una coda platino altissima, make-up glossy. Il più classico, si fa per dire, degli immaginari da videoclip estivo. La produzione attraversa diversi punti della città: lungomare, lidi, barbiere, scalinate dei Quartieri Spagnoli e infine il murale di Diego Maradona. Nel tardo pomeriggio la troupe si apre un varco tra turisti, motorini e persone ferme con il telefono in mano. In pochi minuti il nome gira tra i vicoli: c'è Baby K. Il videoclip sembra voler assorbire completamente il caos reale della città: scooter che passano dentro l'inquadratura, bambini che guardano dalle scale, passanti mescolati alle comparse, rumore urbano lasciato quasi intatto. Napoli non viene usata come sfondo, ma come parte viva del racconto, sia pur nella sua visione più modernamente oleografica. Baby K vuol ritrovare la spinta propulsiva di «Roma-Bangkok», che riscrisse le regole per aspiranti tormentoni e tormentini, mettendo insieme ritornello canaglia, rap e dance in un unico spazio che prima non esisteva, trasformando la stagione calda in un unico villaggio vacanza. Nella Napoli che ha festeggiato i suoi 2.500, più o meno ben portati, intercetta la città al centro dell’immaginario nazionale, overturistificata, plastificata proprio come il mainstream sound pretende, grazie ad un frullatore impazzito che tutto tiene insieme: grande musica e colonna sonora usa e getta, calcio, creator digitali, street culture, identità verace e identità svenduta. Il murale di Maradona è la sintesi perfetta di tutto questo: folklore urbano, social network e senso di appartenenza nello stesso identico spazio, dedicato a un uomo peraltro venuto dal mondo alla fine del mondo. Anna Tatangelo, il battesimo da sogno della piccola Beatrice: la festa rosa, la torta spettacolare e la foto di famiglia che conquista i socialLa troupe della popstar aveva stabilito la sua base da Foqus, che continua ad essere al centro dell’attenzione mass mediatica. Dopo la visita di Jovanotti, stasera, alle 18.30, lo spazio dei Quartieri Spagnoli accoglierà Anna Foglietta, in dialogo con Malcom Pagani e il manager della cultura Paolo Verri, per parlare di rigenerazione urbana, cinema, cultura e città che cambiano nella tappa conclusiva di «Enel story tour». Due donne per due modi diversi di vedere Napoli partendo dai Quartieri Spagnoli.









