L’avvocata Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi nel caso Garlasco, intervenendo a Quarta Repubblica ha anticipato che la difesa sta lavorando alla richiesta di revisione del processo. Bocellari ha sostenuto che le nuove indagini della procura di Pavia avrebbero messo in discussione gli elementi indiziari alla base della condanna di Stasi.

Caso Garlasco, l'impronta 33

Alberto Stasi e il rito abbreviato

La stima di Giada Bocellari per Alberto Stasi

Caso Garlasco, l’impronta 33Tra i pilastri della difesa di Alberto Stasi, che porteranno alla richiesta di revisione del processo, c’è l’ormai famosa impronta 33, che nelle precedenti fasi processuali è ritenuta priva di utilità. Secondo Bocellari, invece, l’elemento sarebbe compatibile con l’autore dell’omicidio.“Certamente quell’impronta non è di Alberto Stasi, vuol dire che Alberto Stasi non è l’assassino“, ha commentato.ANSANella foto: Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi.Ma Bocellari si è rifatta anche ai nuovi approfondimenti in merito all’omicidio di Chiara Poggi e sulla durata dell’azione omicidiaria, citando anche le valutazioni della professoressa Cristina Cattaneo. Secondo la difesa, la nuova ricostruzione sarebbe incompatibile con la sequenza di azioni attribuite a Stasi: le tempistiche sarebbero del tutto incompatibili.Alberto Stasi e il rito abbreviatoGiada Bocellari ha poi esaltato la scelta di Stasi di andare a processo con il giudizio abbreviato: “Stasi ha rinunciato al contraddittorio”, elemento che di solito si vede “in senso negativo”: Stasi, è stato sostenuto a suo tempo, “voleva la riduzione di pena”.“In realtà – ha puntualizzato la legale – Stasi ha deciso di farsi giudicare sulla base di elementi di prova acquisiti unilateralmente dalla Procura, rinunciando ai propri consulenti, rinunciando ai propri testimoni, quindi un grande sacrificio per un imputato all’interno di un processo”.