Giada Bocellari, legale di Alberto Stasi, è intervenuta nel talk “Realpolitik”, parlando degli indizi che hanno portato alla condanna in via definitiva del suo assistito per il delitto di Garlasco. L’avvocata ha definito “assurdo” quello delle impronte sul dispenser. Inoltre ha commentato le lettere che la madre di Andrea Sempio ha inviato a Stasi e a sua madre. Si è espressa anche sugli scritti di Sempio trovati dagli inquirenti nel corso delle indagini.
Garlasco, Giada Bocellari: "L'indizio delle impronte è assurdo"
Bocellari commenta le lettere della madre di Sempio inviate ad Alberto Stasi
La risposta all'avvocato di Marco Poggi
Garlasco, Giada Bocellari: “L’indizio delle impronte è assurdo”“Io sono un po’ controcorrente, tendo a essere sempre molto garantista – ha esordito Bocellari -. E dico questo: a mio modo di vedere non è una questione numerica dei 7 indizi contro Stasi e dei 21 contro Sempio. Ciò che dovrà essere oggetto di attenta valutazione da parte dell’autorità giudiziaria, laddove ci fosse un processo, è la consistenza degli indizi, cioè la valutazione della gravità e della precisione”.“Quello che conta – ha aggiunto – è verificare la gravità e la precisione di questi indizi, al di là di quanti siano. Cosa che è mancata nel processo di Alberto Stasi. Quelli che venivano chiamati indizi non erano né gravi né precisi. Perché? Perché avevano delle spiegazioni alternative più che ragionevoli, non semplicemente ragionevoli. E quindi di fatto si è addivenuti poi a una sentenza di condanna sommando tanti zeri, come io ricordo spesso”.ANSAGiada Bocellari, legale di Alberto Stasi“Se eventualmente ci sarà un processo a carico di Sempio, l’errore che si deve assolutamente evitare è proprio questo: di fare una massa di tutto quello che è l’impianto accusatorio. Ma ogni singolo indizio andrà valutato secondo questi criteri e questo è fondamentale per addivenire a una sentenza giusta”.Spazio all’indizio del dispenser contro Stasi: “Il discorso delle impronte sul dispenser, ma quello era già lapalissiano anche nel corso del processo, è un’assurdità. E con le nuove consulenze, soprattutto l’ultima della procura, viene meno anche il minimo dubbio che poteva essere residuato”.“Non sono state trovate tracce di emoglobina di un soggetto che frequentava la casa della vittima, ma si va a dare evidenza a due impronte sul dispenser del sapone, dove è provato che l’assassino non si è lavato… è veramente un assurdo”, ha chiosato la legale.







