È abituato alle missioni impossibili, Rino Gattuso. Ha allenato in condizioni molto complicate, a Creta e a Pisa all’inizio della carriera da tecnico, ha avuto scontri con un presidente vulcanico (De Laurentiis a Napoli), ha vissuto in ambienti incandescenti (Marsiglia). Adesso lo aspetta un’altra sfida difficilissima, visto che la Lazio lo ha scelto come erede di Sarri e lui arriva nel momento peggiore del rapporto tra Lotito e i tifosi. Che hanno accolto negativamente, sui social e nelle radio, la decisione di affidarsi a Gattuso, reduce dal flop con la Nazionale, l’ultima missione impossibile dell’allenatore calabrese.
La sfida è quella, provare a conquistare i tifosi che contestano la società, com’era riuscito a Baroni nella prima parte della stagione scorsa. Solo che da allora la situazione ambientale è molto peggiorata, per otto volte nel 2026 la Lazio ha giocato all’Olimpico senza i propri tifosi e la protesta andrà avanti. Gattuso, una vita da mediano, era famoso in campo per le due doti da combattente: ha saputo farsi amare per generosità e passione. Nello stesso modo affronterà la nuova avventura, provando a scalare l’Everest (portare la gente dalla sua parte): una volta che Sarri avrà firmato con l’Atalanta, lui si legherà per due stagioni alla Lazio e guadagnerà 1,5 milioni netti all’anno.











