Prima il fratello, adesso la nipote. Il nome dei Cuffaro continua a sventolare sul Comune di Raffadali. Dopo le due sindacature di Silvio (fratello dell’ex governatore) diventa prima cittadina la nipote Ida Cuffaro. La 27enne, a scrutinio non ancora concluso, ha già iniziato i festeggiamenti mentre il suo risultato si aggira attorno all’80% delle preferenze. Quella che un tempo era la roccaforte del Pci in provincia di Agrigento, conferma ormai da anni di essere un feudo dei Cuffaro e dello scudo crociato.

“Sono felicissima, ce lo aspettavamo, avevamo avuto dei sentori durante la campagna elettorale, ma al momento i dati sono sorprendenti. Aspettiamo fino alla fine l’esito dello scrutinio, ma sono veramente soddisfatta”, ha commentato. Figlia di Giuseppe Cuffaro (fratello di Totò e Silvio), Ida è laureata in Giurisprudenza e madre di tre figli, e lavora come assistente al Centro per l’impiego. Negli ultimi anni ha collaborato con l’attuale amministrazione gestendo la comunicazione istituzionale dello zio Silvio che, da 21 anni, (tra sindaco e vice) è amministratore di Raffadali. Con Ida continua così la dinastia politica dei Cuffaro.

Una campagna elettorale che però ha visto l’assenza di Totò Cuffaro. L’ex governatore – dopo avere scontato 4 anni e 11 mesi nel carcere di Rebibbia per una condanna a 7 anni per favoreggiamento alla mafia – è finito a dicembre ai domiciliari per corruzione nell’ambito della nuova inchiesta su appalti e nomine nella sanità. Totò “Vasa Vasa” è tornato in libertà pochi giorni fa, dopo avere chiesto e ottenuto di patteggiare tre anni (ma senza carcere), ma non ha potuto partecipare attivamente alla competizione elettorale: no può infatti frequentare soggetti che rivestono cariche politiche, come previsto nelle prescrizioni accessorie della sentenza di patteggiamento. Nonostante questo, però, la nipote – candidata con la Dc (partito fondato dallo zio) – è riuscita a trionfare conquistando la fascia tricolore. Tra poco, nel passaggio di consegne ufficiale, la riceverà dalle mani dello zio Silvio.