Un nuovo studio ha dimostrato che una pillola sperimentale è efficace contro l’apnea ostruttiva del sonno (OSA). Agisce sulle cause neuromuscolari. Già avviato il processo di richiesta di autorizzazione al commercio presso le autorità sanitarie competenti.

Un nuovo studio ha dimostrato l’efficacia della pillola AD109, un farmaco orale sperimentale contro l’apnea ostruttiva del sonno (OSA), una condizione medica “caratterizzata da interruzioni nella respirazione durante il sonno dovute all’ostruzione – totale o parziale – delle vie aeree superiori”, spiega l’Istituto Humanitas. L’Istituto Superiore di Sanità (ISS) aggiunge che si tratta di un disturbo relativamente comune, determinato dal “rilassamento e dal restringimento delle pareti della gola durante il sonno”. Chi ne soffre – colpisce soprattutto persone in sovrappeso e obese – si sveglia di continuo durante la notte e, di conseguenza, durante il giorno si sente meno riposato e lucido; sul lungo periodo, a causa dell’erosione della qualità della vita, l’OSA può sfociare in malattie cardiovascolari e altre patologie, motivo per cui deve essere tenuta sotto controllo.

Le terapie standard contro l'OSA come il dispositivo per la ventilazione meccanica a pressione positiva continua (CPAP) e il dispositivo di avanzamento mandibolare (MAD) non sono ben tollerate o desiderate da tutti i pazienti; per questo una pillola come AD109 può rappresentare una soluzione efficace e comoda per molti. Nel nuovo studio è stato dimostrato che la pillola, da assumere quotidianamente, riduce in modo significativo l’ostruzione delle vie aeree e migliora l’ossigenazione notturna, agendo direttamente sulle cause neuromuscolari dell’OSA. A determinare che la pillola AD109 contro l’apnea ostruttiva del sonno è efficace è stato un team di ricerca statunitense guidato da scienziati della Divisione di Pneumologia, Allergologia, Terapia Intensiva e Medicina del Sonno del Dipartimento di Medicina dell’Università di Pittsburgh, che ha collaborato a stretto contatto con i colleghi del Dipartimento dei Servizi di Medicina del Veteran Affairs Pittsburgh Healthcare System e della società Apnimed, Inc. di Cambridge. I ricercatori, coordinati dal professor Patrick John Strollo, medico specialista in medicina del sonno presso l’ateneo della Pennsylvania, sono giunti alla loro conclusione dopo aver coinvolto circa 650 pazienti con OSA (da lieve a grave) seguiti in 69 centri medici del Nord America. I volontari, tutti intolleranti alla CPAP (o che comunque la rifiutavano), avevano un’età media di 58 anni, erano in maggioranza uomini (51 percento), presentavano un indice di massa corporea (BMI) di 32,4 kg/m² e un punteggio di Apnea–Hypopnea Index (AHI) pari a 19,6 eventi/ora. La gravità dell’OSA era così distribuita: 35 percento casi lievi; 42 percento moderati; e 23 percento gravi. Sono stati sottoposti a uno studio chiamato SynAIRgy, randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo (il gold standard della ricerca scientifica), nel quale hanno assunto la pillola AD109 o il placebo. L’indagine ha avuto una durata di 26 settimane (circa sei mesi).