Roma, 25 maggio 2026 – L'invecchiamento demografico è spesso raccontato come un problema: popolazione che si riduce, aree interne che si svuotano, servizi sociali sotto pressione, mercato del lavoro in affanno. Tuttavia, secondo Silver Up, questa trasformazione si può – e si dovrebbe – leggere come opportunità. Si tratta di un progetto cofinanziato dall'Unione europea attraverso il programma Interreg Europe, che coinvolge otto partner da sette Paesi europei, tra cui l'Italia, con l'obiettivo di trasformare la cosiddetta silver economy in un motore di sviluppo per i territori più fragili.

Il programma, partito ufficialmente il 1° maggio 2025 e destinato a concludersi nel luglio 2029, dispone di un budget di circa 1,55 milioni di euro. Al tavolo siedono realtà molto diverse tra loro, accomunate dalla stessa sfida: la Comunità Intermunicipal di Viseu Dao Lafoes in Portogallo (capofila), la Camera di commercio lettone, il governo della contea di Vas in Ungheria, il comune montenegrino di Zabljak, quello serbo di Sokobanja, l'Ufficio del lavoro di Rzeszów in Polonia. E poi l'Italia, rappresentata dall'Unione della Romagna Faentina, in Emilia-Romagna.

La Romagna Faentina è un'area che ruota attorno a Faenza e comprende i comuni collinari di Brisighella, Casola Valsenio, Castel Bolognese e Solarolo. Come molte realtà dell'entroterra italiano, affronta da anni i segni del declino demografico: popolazione in calo, quota di over 65 ben al di sopra della media nazionale, difficoltà a trattenere giovani e lavoratori. Ma è anche un territorio ricco di identità, con risorse culturali e naturalistiche di rilevanza internazionale.