Centinaia di gare e di atleti provenienti da tutto il mondo; decine di discipline diverse; zone olimpiche diffuse fra Lombardia, Veneto e Friuli Venezia Giulia: Milano-Cortina 2026 è stato un esempio mirabile di organizzazione. Ma anche di assistenza sanitaria integrata nel territorio.
“Milano-Cortina 2026 ha dimostrato quanto sia fondamentale investire su una sanità capace di lavorare in rete, valorizzando le eccellenze territoriali e costruendo connessioni stabili tra ospedali, territorio, emergenza-urgenza e innovazione”, dichiara Chiara Valcepina, Vicepresidente della Commissione I Bilancio e programmazione e componente della Commissione VII Cultura, ricerca e innovazione, sport, comunicazione della Regione Lombardia. “La vera eredità dei Giochi è la possibilità di trasformare questa esperienza in un modello permanente di presa in carico e cura dei cittadini”. L’eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali è stata al centro dell’evento promosso da BeOne Medicines, “Oltre il traguardo: la Lombardia che cura”.
Al centro del confronto, il modello lombardo disanità in rete: una rete fatta di integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L’esperienza maturata durante Milano-Cortina 2026 viene così letta come un patrimonio di competenze da mettere a sistema e trasformare in modello strutturale, capace di rafforzare la capacità di risposta sanitaria non soltanto nei contesti emergenziali o ad alta complessità, ma anche nella gestione quotidiana dei percorsi di cura e delle cronicità.






