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Gennaro Scala

Così è nato il gruppo di tifosi della Juventus all'ombra della Madonnina. Sulle pagine social la solidarietà per il 36enne, ferito negli scontri a Torino in occasione del derby: «Forza Marco, siamo sempre con te»

«Forza Marco, siamo sempre con te». La storia con i caratteri bianchi su uno sfondo nero viaggia sui social degli ultrà, rimbalza da un telefono all’altro nella cerchia milanese dei Viking 1986. È il giorno dopo. Il giorno del silenzio e dei conti che non tornano, dopo i disordini e i sassi di ieri a Torino, dove Marco Basoccu, 36 anni, è rimasto a terra, ferito gravemente alla testa.

Un elmetto alato che si staglia su una bandiera tricolore. È il simbolo dei vichinghi della Vecchia Signora. Ragazzi nati all’ombra della Madonnina ma con il cuore bianconero. Gli anni Ottanta erano gli anni d’oro del movimento ultras in Italia, un'epoca di muretto, tamburi, treni speciali e passioni feroci. I Viking nacquero lì, nel 1986, raccogliendo l’anima della Lombardia juventina: Milano, Monza, la provincia pavese, la Brianza dei mobilifici e del lavoro duro.