Entro il 2033 il loro valore supererà i 16 mila miliardi di dollari

Roma, 25 mag. – “Le tecnologie di frontiera stanno entrando sempre più rapidamente nei processi produttivi e nei modelli di business, ma la loro diffusione non procede con la stessa intensità in tutti i contesti economici. Secondo le più recenti stime della United Nations Conference on Trade and Development (UNCTAD), intelligenza artificiale, robotica avanzata, calcolo quantistico, droni e clean tech potrebbero raggiungere un valore complessivo di 16,4 mila miliardi di dollari entro il 2033”. Così Andrea Poggi, Head of Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte Central Mediterranean, Alessandra Ceriani, Engineering, AI & Data Leader di Deloitte Central Mediterranean, e Alessandro De Luca, Head of Public Policy & Stakeholder Relations Centre di Deloitte Italy, analizzano il ruolo cruciale delle tecnologie emergenti su Voices, la piattaforma che ospita commenti a firma degli esperti Deloitte.

I benefici di queste tecnologie sono già visibili nei comparti in cui l’integrazione tra IA, sensori, dati e automazione è più avanzata: nella manifattura, i sistemi di manutenzione predittiva basati su IA e IoT possono tagliare fino al 70% dei fermi non programmati e dei costi di riparazione d’emergenza; nella logistica, il coordinamento intelligente di traffico, domanda e condizioni meteo può ridurre i costi del 13% e le emissioni del 58% per tonnellata-chilometro per viaggio. Anche tra le PMI delle economie più avanzate la transizione è già in corso: un’indagine OCSE rileva che il 31% utilizza strumenti di intelligenza artificiale generativa, con guadagni medi di produttività compresi tra il 5% e oltre il 25% in attività come scrittura e coding.