Interviste

L’Intelligenza artificiale sta ridefinendo l’operato dell’Adm, aumentando la competitività e la capacità dello Stato di governare flussi economici più voluminosi attraverso l’analisi automatica del rischio

Sergio Boccadutri

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L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha scelto l’intelligenza artificiale come leva principale per i controlli alle frontiere. La direzione paga: nel 2025 la fiscalità di accise, monopoli e dogane ha generato quasi 88 miliardi, con una crescita dell’1,73% rispetto all’anno precedente. Il cuore della nuova strategia si chiama Autentica 2.0, un software sviluppato insieme a Sogei. Funziona così: algoritmi di computer vision analizzano in tempo reale le immagini dei prodotti e restituiscono un indice di probabilità di contraffazione, che indica ai funzionari dove vale la pena fermarsi. Non è un automatismo cieco, ma un aiuto a decidere meglio, concentrando i controlli fisici dove il rischio è più alto e lasciando passare più rapidamente chi è in regola. Nel 2025, l’Agenzia ha sequestrato oltre 5,5 milioni di prodotti falsi, per un valore stimato di 18 milioni di euro, con quasi settemila violazioni accertate: oltre la metà giocattoli e articoli sportivi, il 14% tabacchi, il 6% abbigliamento.