Al TAU, la prima nazionale di “Sinfonie Mediterranee” ha portato in scena l’opera del compositore e chitarrista Daniele Fabio, realizzata insieme all’Orchestra del Mediterraneo “San Francesco di Paola” diretta dal maestro Alfredo Stillo. Tutti i dettagli, la visione artistica e il percorso creativo alla base del progetto nell’intervista a Daniele Fabio.
ARCAVACATA (COSENZA) – Al Teatro Auditorium Unical (TAU), la prima nazionale di “Sinfonie Mediterranee” ha segnato il ritorno in Calabria del compositore e chitarrista Daniele Fabio e dell’Orchestra del Mediterraneo “San Francesco di Paola”, diretta dal maestro Alfredo Stillo, trasformando la serata in un’esperienza immersiva tra scrittura colta e pulsione ancestrale. Un concerto capace di condurre il pubblico in un percorso sonoro che attraversa radici mediterranee, suggestioni orientali e una moderna tessitura orchestrale.
Il progetto, nato proprio negli spazi del TAU, giunge oggi a una forma compiuta: non una semplice contaminazione di linguaggi, ma un sistema in cui le diverse identità musicali vengono messe in tensione e sono chiamate a convivere in un unico orizzonte drammaturgico. Accanto all’orchestra, sul palco, il violinista Pasquale Allegretti Gravina, talento cosentino pluripremiato, ha offerto un’interpretazione intensa, accolta con grande partecipazione dal pubblico. La sua presenza ha incarnato quella “urgenza del suono” che attraversa l’intera partitura. Non è solo virtuosismo. Il suono non descrive, non illustra: brucia.













