Si eleggono 743 sindaci in tutto il Paese. Cresce l’astensione. Lo spoglio dalle 15
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A Venezia passaggio chiave per il dopo BrugnaroA Venezia gli aspiranti sindaci alla successione di Luigi Brugnaro sono otto. Gli occhi di tutti sono però puntati sui due principali sfidanti: l’assessore alla Coesione sociale uscente Simone Venturini per il centrodestra e il senatore del Pd Andrea Martella per il centrosinistra. Venturini è appoggiato da FdI, Lega, Forza Italia, Udc, Partito dei veneti e dalla lista civica Simone Venturini sindaco. Martella, invece, è sostenuto da Pd, M5S, Avs, Rifondazione Comunista – Pace Salute Lavoro, Venezia Riformista e le liste civiche «Venezia è tua» e «Terra e acqua 2026». Tra gli outsider troviamo l’economista Michele Boldrin (Ora!), Pierangelo Del Zotto (Prima il Veneto), Claudio Vernier (Città Vive), Roberto Agirmo (Resistere Veneto), Luigi Corò (Futuro per Venezia Mestre) e Giovanni Andrea Martini, sostenuto dalle liste civiche «Tutta la città insieme» e «ABC Ambiente Bene Comune». Francesco Curridori.A Mantova i 5 Stelle corrono soli. Lista Vannacci a VigevanoSono 14 i «big match» in Lombardia, i Comuni con oltre 15mila abitanti. Occhi puntati sulle due città capoluogo, Mantova e Lecco, finora baluardi Pd. A Lecco il sindaco Mauro Gattinoni cerca il bis, il centrodestra punta su Filippo Boscagli, capogruppo di FdI. In campo il civico Mauro Fumagalli, sostenuto da Azione, e due candidati di partiti nati dalla frattura con la Lega: Francesca Losi del Partito Popolare del Nord fondato dall’ex ministro Castelli e Giovanni Colombo di Patto per il Nord. A Mantova corre l’assessore Pd Andrea Murari ma niente campo largo: M5S candida Mirko Granata. Il centrodestra sostiene il manager Raffaele Zancuoghi.Curioso il caso Vigevano: il centrodestra è diviso - Lega, FdI e Nm con il leghista Riccardo Ghia e Fi con il chirurgo Paolo Previde Massara - mentre Rossella Buratti unisce Pd, Avs, M5S e Iv e in campo ci sono Furio Suvilla, sostenuto da Futuro Nazionale di Vannacci, e Massimo Lovati, l’ex legale storico di Andrea Sempio.Salerno, De Luca «oscura» il Pd Avellino, Lega contro Fdi-FiA Salerno si ricandida Vincenzo De Luca, sostenuto dal Psi e da 6 liste civiche, mentre Franco Massimo La Nocita è il candidato di M5S, Avs e Salerno Democratica. Sempre a sinistra troviamo Pio Antonio De Felice (Potere al Popolo). Il centrodestra candida Gherardo Maria Marenghi (FdI, Fi, Nm e Prima Salerno), mentre Armando Zambrano è il candidato dei centristi (Udc, Azione e una lista civica). Fuori dai poli troviamo Alessandro Turchi (Salerno Migliore) e Domenico Ventura (Dimensione Bandecchi).Ad Avellino, per il centrosinistra corre Nello Pizza sostenuto da Pd, M5S, Casa Riformista e da tre liste civiche), mentre per il centrodestra si ricandida il sindaco uscente Laura Nargi, appoggiata da cinque liste civiche vicine a FdI e Forza Italia. Outsider di lusso è l’ex sindaco Gianluca Festa, sostenuto da 5 liste civiche vicine a Lega e Udc.A Reggio Cannizzaro (Fi) sfida la sinistra e gli scettici del PonteCome per Messina, anche per Reggio Calabria la sfida elettorale è giocata in buona parte sul tema del Ponte. Nel capoluogo calabrese l’obiettivo del centro destra è rendere omogenea la «filiera»: conquistare il Comune, dopo aver ottenuto il bis in Regione. Francesco Cannizzaro (Forza Italia) è il nome scelto per la sfida con Domenico Battaglia, attuale sindaco «facente funzione» dopo il passaggio di Giuseppe Falcomatà (Pd) in Consiglio regionale. Battaglia, figlio d’arte (il padre Piero è stato sindaco di Reggio proprio negli anni della celebre rivolta per lo «scippo» del capoluogo di Regione), conta sull’appoggio di sei liste tra cui Pd, Movimento Cinquestelle, Alleanza Verdi e Sinistra, e Casa Riformista. Cannizzaro invece confida nel sostegno di ben undici liste, tra cui anche Azione di Carlo Calenda. A completare il quadro degli sfidanti due civici: Saverio Pazzano e Eduardo Lamberti Castronuovo. Si vota anche a Crotone.Ad Arezzo il centrodestra difende il lavoro di un decennioAd Arezzo per il centrodestra corre Marcello Comanducci (FdI, Lega, Forza Italia con Avanti Arezzo, Noi Moderati e la lista Fare), mentre per il centrosinistra Vincenzo Cecarelli (Pd, M5S, Italia Viva, Arezzo 2020/Allenza Verdi Sinistra e una lista civica). Gli outsider sono Marco Donati (Azione e 4 liste civiche), Egiziano Andreani (Dsp) e i civici Serena Marinelli e Michele Menchetti. A Pistoia la sfida è tra Anna Maria Celesti (FdI, Noi Moderati, Lega, Ancora più Pistoia e una lista civica), e Giovanni Capecchi (Pd, M5S, Avs, Rifondazione comunista, Civici e riformisti e una lista civica). Unico outsider è Fabrizio Mancinelli (Pistoia Rossa). A Prato la sfida è tra Matteo Biffoni (Pd, M5S, AVS, Azione, Casa Riformista e una lista civica) e Gianluca Banchelli (FdI, Lega, Udc e Forza Italia). Tra gli outsider: Jonathan Targetti, Claudio Belgiorno, Enrico Zanieri ed Emilio Paradiso.A Enna un dem corre senza il Pd Messina, sette liste per ScurriaIn Sicilia sono 71 i comuni chiamati al voto. Le città capoluogo sono Messina, Enna e Agrigento, Gli elettori sono 929.486. Una delle situazioni più strane è quella di Enna, dove il dem Mirello Crisafulli corre senza il simbolo Pd e senza quello dei 5 Stelle, mentre nelle sue liste ci sono gli esponenti di entrambi i partiti. I pentastellati sono apparentati con Sud Chiama Nord di Cateno De Luca. In corsa altri due candidati, quello di Forza Italia Ezio De Rose e il civico Filippo Fiammetta. Ad Agrigento il centrodestra si presenta diviso con due candidati, Dino Alonge (Mpa, Fi, Forza Azzurri, Grande Sicilia, Fdi e Udc; e Luigi Gentile (Noi Moderati in cordata con Sud chiama Nord, Lega, Gentile sindaco e Dc. E poi c’è Michele Sodano, ex grillino, ed anche un civico, Giuseppe Di Rosa. Infine Messina, dove corre l’uscente Federico Basile (centrosinistra) mentre Marcello Scurria è sostenuto dal centrodestra con 7 liste. In corsa pure due civici. MtC.A Tempio Pausania la gara è fra tre ex primi cittadiniA Tempio Pausania il sindaco uscente Gianni Addis della lista Tempio Tradizione e Futuro si gioca la riconferma insieme ad altri due ex primi cittadini del secondo capoluogo della provincia della Gallura Nord-Est Sardegna come Andrea Biancareddu, sostenuto da Uniamo Tempio e Romeo Frediani, appoggiato dalla lista coalizione centrosinistra. La sinistra radicale punta tutto su Fabrizio Carta, front runner delle liste «Tempio ritorna città» e «Alleanza di sinistra per Tempio». L’outsider è Gianna Masu, candidata della lista «Con Tempio Fronte Comune». A Sanluri, secondo capoluogo del Medio Campidano, si ricandida il sindaco uscente e consigliere regionale di Sardegna al Centro 2020 Alessandro Urpi, appoggiato da «Progetto Sanluri» e «Sanluri Civica».Cinzia Fenu è l’altra aspirante prima cittadina sostenuta da due liste civiche: «S'innova Sanluri» e «Stai a Sanluri Stato». FCu.Il Pd vuole fare il bis ad Andria Niente campo largo a Trani Sono 54 i comuni pugliesi chiamati al voto. Turno elettorale che coinvolge un potenziale di 743mila elettori. Diciassette i comuni con più di 15mila elettori (dove appunto si può andare al ballottaggio previsto per il 7 e 8 giugno). Due i capoluoghi di provincia Andria e Trani. In entrambi i casi il verdetto delle urne deve stabilire se la gestione del centrosinistra ottiene l’apprezzamento degli elettori. Ad Andria sarà Sabino Napolitano a guidare una coalizione di liste di centrodestra allo scopo di strappare la guida della città a Giovanna Bruno. A Trani, attualmente a guida centrosinistra, non ci sarà una sfida a due. Il campo largo lascia il posto a una sfida tra Cinquestelle (Vito Branà) e Marco Galiano (centrosinistra). In tutto i candidati sindaco sono cinque: oltre al candidato del centrodestra (Angelo Guarriello) anche due civici: Angela Mercorio e Giacomo Marinaro.












