Roma, 25 mag. (askanews) – Non basta fare la diagnosi dei problemi climatici ma proporre una terapia. È questo il messaggio che arriva dall’evento nazionale del Patto europeo per il Clima che si è svolto sabato 23 maggio a Milano. Il tema è stato il ruolo della scuola come attore della transizione climatica.
“Con il Patto europeo per il clima vogliamo diffondere prima di tutto consapevolezza perché la crisi ambientale è talmente profonda e complicata che bisogna parlarne a tutti i livelli”, ha spiegato Luca Mercalli, climatologo e ambasciatore per Patto europeo per il Clima, autore del keynote speech dell’evento. L’appuntamento annuale, ospitato presso il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia “Leonardo da Vinci” di Milano, ha messo al centro il ruolo della scuola “perché si deve iniziare dalle generazioni più giovani ma non dimentichiamo che si deve agire subito. I più giovani devono sapere, ma gli adulti devono agire”, ha concluso l’ambasciatore Mercalli.
“La comunità italiana del Patto europeo per il Clima – aggiunge Luciana Favaro presidente di EuCliPa.IT country coordinatore del Patto in Italia – è la più grande tra i 27 Paesi membri e già da alcuni anni si è posta l’obiettivo di sollecitare il mondo della scuola a svolgere un ruolo attivo nella transizione climatica, grazie alla presenza in questa rete di due ambasciatrici di INDIRE, Isabel de Maurissens e Maria Chiara Pettanati. EuCliPa e INDIRE hanno messo a punto il Progetto PAESC School per imprimere un’accelerazione al percorso di transizione che giovani e adulti devono portare avanti con sempre maggiore determinazione”.













