«La crisi climatica, accentuata dall’utilizzo delle fonti fossili, aumenta la frequenza e l’intensità degli eventi meteo estremi su cui l’Italia dimostra ancora di essere impreparata». Nel week-end di caldo anomalo che si è abbattuto su Italia ed Europa, Legambiente insieme a 400 giovani attivisti e attiviste provenienti da tutta Europa e dalla Palestina ha organizzato un flash mob in spiaggia nell’Oasi di Paestum

L’iniziativa si è svolta nella giornata finale dello Youth Climate Meeting e a supporto di quanto denunciato il Cigno verde ha presentato i nuovi dati 2026 dell’Osservatorio Città Clima. Si tratta di dati che indicano l’urgenza di intervenire: in Italia da inizio 2026 a maggio sono stati 82 gli eventi meteo estremi registrati nella Penisola, in linea con quelli di inizio 2024. Tra quelli più ricorrenti: allagamenti da piogge intense (22), danni da vento (20), 14 danni da mareggiate ed esondazioni fluviali (11). Ha provocato danni stimati in oltre 2 miliardi di euro il Ciclone Harry, tra gli eventi più gravi degli ultimi anni e che nel gennaio 2026 ha colpito Sicilia, Calabria e Sardegna. Il ciclone si è abbattuto anche su una buona parte delle coste del Mediterraneo causando dieci vittime tra Spagna, Grecia, Tunisia e Algeria; oltre ad aver contribuito al naufragio e alla morte di un numero compreso fra i 380 e i 1000 persone migranti partiti dalla Libia e della Tunisia. Ora si aggiunge l’ondata di caldo anomalo che non risparmia neanche il resto del mondo. Il rischio è che di questo passo si vada verso un «2027 bollente» che potrebbe diventare, secondo Copernicus, l’anno più caldo mai registrato sul nostro pianeta.