Trattati al Policlinico Vanvitelli i primi 10 pazienti colpiti da Parkinson con una nuova terapia a ultrasuoni, guidata da risonanza magnetica che in modo non invasivo libera dai tremori tipici della malattia. A testimoniarne l'efficacia le parole di un paziente, ingegnere di 72 anni, tra i primi 10 pazienti, 8 campani e 2 da fuori regione: "il Parkinson limitava quasi del tutto la mia autonomia, dopo la terapia a ultrasuoni il tremore dal lato destro è sparito. Oggi riesco di nuovo a guidare l'auto, farmi la barba, scrivere a mani libere, usare le posate per mangiare. Un risultato che mi ha restituito il futuro".
La tecnologia consente di eliminare i tremori invalidanti dovuti al Parkinson resistente ai farmaci e a tremore essenziale, senza bisturi o procedure invasive. Il Policlinico partenopeo è il primo ospedale nel Sud a dotarsi di questa tecnologia che, mediante un "caschetto" con oltre mille sorgenti ultrasoniche, indossato dal paziente dentro uno scanner per risonanza magnetica, permette di colpire, con estrema precisione, aree cerebrali millimetriche responsabili dei disturbi del movimento. Gli ultrasuoni sono diretti verso una parte molto piccola del cervello coinvolta nei disturbi del movimento che viene "bombardata" con una precisione straordinaria, necrotizzando l'area responsabile del tremore. La procedura dura in media 3-4 ore e durante il trattamento il paziente è sveglio e con controlli in tempo reale si riesce ad evidenziare un beneficio motorio immediato.







