Durante la conferenza in cui è stato ufficializzato il suo addio al Napoli, Antonio Conte ha smentito più volte le affermazioni di Aurelio De Laurentiis. Oltre ad un campionario di espressioni che aggiungeva ancora molto altro…
Pur tra grandi attestati di stima, parole di affetto e promessa di andare a trovarlo questa estate a Los Angeles ("mi ha invitato lui"), Antonio Conte nella sua conferenza di addio al Napoli non ha lasciato passare una sola cosa detta da Aurelio De Laurentiis che secondo lui non andava bene o non corrispondeva a verità. Il tecnico leccese, che in un biennio ha portato uno scudetto, un secondo posto e una supercoppa, non solo ha usato frasi molto chiare ("mettiamo i puntini sulle i"), ma ha sfoderato anche una serie di facce, talora da consumato attore comico e altre volte palesemente poco convinte da quello che sentiva dire al suo fianco.
L'incontro in cui Conte ha comunicato l'addio a De Laurentiis Abbiamo contato almeno sei volte in cui le parole del presidente del Napoli hanno trovato il contrappunto del suo ormai ex allenatore. Si è partiti subito all'inizio della conferenza, quando De Laurentiis ha raccontato l'incontro chiesto da Conte un mese fa per comunicargli la sua volontà di lasciare il club azzurro. "Qui per me è casa tua, però se tu non ti senti più sereno, non con Napoli, non con la città, ma con una modalità di campionato che forse il Napoli ti costringe a dover fare in un certo modo, perché il Napoli non può essere il Paris Saint Germain, il Real Madrid, il Barcellona, le cinque squadre inglesi, il Bayern Monaco, quindi è chiaro che noi dobbiamo rispettare determinati budget, non possiamo andare oltre", è stata la ricostruzione del numero uno partenopeo, mentre il tecnico scuoteva visibilmente la testa per far capire che non era andata esattamente così. L’espressione di Conte quando De Laurentiis ha parlato del budget del Napoli come possibile motivo dell’addio È stato lui stesso successivamente a dare una versione diversa dell'incontro in questione: "È giusto mettere i puntini sulle i. Io un mese fa ho chiamato il presidente e non ho chiesto niente, non mi ha illustrato un progetto di ridimensionamento, io non ho voluto sapere niente. Io un mese fa gli ho detto: ‘In virtù dell'amicizia che abbiamo, ho percepito che il mio percorso comunque qui sta per terminare'. Quindi non è ridimensionamento o cambio di programma, non c'è stato niente, perché non ho voluto sapere niente, perché non mi interessava sapere niente, perché la decisione era stata presa da parte mia".













