Negli ultimi mesi a Bruxelles si parla molto di una importante proposta europea in tema di tecnologia: il Cloud and AI Development Act, conosciuto con l’acronimo CAIDA. In prospettiva, dovrebbe diventare il cuore di un “pacchetto” legislativo ed industriale sulla sovranità tecnologica dell’Unione europea, ma la sua presentazione è stata rinviata varie volte ed attualmente è prevista, almeno sulla carta, per il prossimo 3 giugno.

Perché tanto rumore? Perché questa legge è importante non solo per gli addetti ai lavori, ma per chiunque usi servizi digitali: dalle piattaforme online ai servizi pubblici, fino ai dati sanitari o fiscali conservati in cloud. L’idea di fondo è semplice: l’Europa vuole dipendere meno dalle grandi aziende extra-europee per le sue infrastrutture digitali più sensibili e costruire una base tecnologica più forte in casa propria.

Che cos’è, in parole semplici, il CAIDA

Il CAIDA dovrebbe fissare regole e strumenti per sviluppare e utilizzare servizi cloud e capacità di calcolo per l’intelligenza artificiale che siano più “a prova di Europa”. In pratica, si vogliono creare condizioni che favoriscano soluzioni in grado di garantire che i dati più delicati – per esempio quelli dei governi, della difesa o della sanità – siano gestiti da operatori sotto un controllo europeo effettivo. Oggi, gran parte del mercato europeo del cloud è in mano a colossi statunitensi. Il CAIDA, almeno nelle intenzioni, vorrebbe riequilibrare questa situazione (anche con riferimento alla produzione di software in generale, tra cui l'IA) e spingere governi e imprese a usare di più tecnologie europee, senza però chiudere le porte al resto del mondo.